Cividale piange lo chef Sergio Negro, morto sei mesi dopo il figlio: ha insegnato il mestiere a tanti giovani
Figura nota della Federazione cuochi italiani, aveva 79 anni. Encomiabile modello di altruismo e dedizione al prossimo, nel 1976 era tra quelli che distribuivano pasti gratuiti ai terremotati

Se ne è andato ad appena sei mesi di distanza dalla scomparsa del suo adorato primogenito Andrea, assistito per una vita intera con tutto l’amore possibile: il cividalese Sergio Negro, chef noto nella Federazione cuochi italiani, è morto nella giornata di venerdì santo, all’età di 79 anni, spalancando un nuovo vuoto in una famiglia sempre distintasi, nonostante le difficoltà, per i messaggi di positività e amore per la vita trasmessi alla comunità, partendo proprio dall’esempio dell’esistenza di Andrea.
Sergio Negro, che aveva iniziato a lavorare giovanissimo nel ristorante Al Castello, nella città ducale, e che ha poi operato con successo in numerosi contesti (nel ristorante Zorutti dell’imprenditore Claudio Boccotti, sempre a Cividale, a Nimis, Tarcento, Buja, Reana e Baia Domizia, in provincia di Caserta), ha ricevuto nel corso della propria carriera vari riconoscimenti.
Gestiva la sezione Cerco lavoro sul sito della Federazione cuochi del Friuli Venezia Giulia e ha formato molti giovani talenti, avviandoli al mestiere in luoghi di prestigio. Nel periodo del Covid aveva anche creato un canale Youtube per alleggerire il clima di una fase complessa e angosciante condividendo con tutti gli interessati la sua passione per la cucina, svelando le proprie ricette e offrendo consigli per piatti perfetti.
Encomiabile modello di altruismo e dedizione al prossimo – infiniti gli esempi, dalla distribuzione di pasti gratuiti ai terremotati nel ’76 all’aiuto offerto nel centro diurno frequentato dal figlio, dove si metteva a disposizione per riparare le carrozzine dei disabili –, lo chef lascia la moglie Giannina, la figlia Barbara, il genero e gli affezionati nipoti.
I funerali saranno celebrati martedì 7 aprile, alle 15.30, nella chiesa di Rualis, dove lunedì 6 aprile, alle 18, verrà recitato un rosario.
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