Treni a 50 chilometri orari, diminuiscono le corse tra Udine e Cividale

Dal 6 agosto si passerà da una corsa ogni mezz’ora a una ogni ora. L’Autorità nazionale: il sistema di sicurezza di quell’unico binario va adeguato

Treni ogni mezzora addio. In assenza del sistema di sicurezza “Scmt” anche sulla linea sociale Udine-Cividale gestita da Fuc cala la scure dell’Autorità nazionale sicurezza ferroviaria (Ansf): dal 6 agosto prossimo la velocità dei convogli passerà dagli attuali 70 chilometri orari a 50 con un effetto domino sulla circolazione che sarà ridotta a un solo treno all’ora.

Fuc sta lavorando al nuovo modello di esercizio in queste ore. Modello che con tutta provabilità vedrà alternarsi al servizio su rotaia quello su gomma. La società prende tempo. «Non appena lo avremo pronto ve lo faremo avere» si limita ad assicurare l’amministratore unico, Maurizio Ionico, reduce da un incontro a Trieste con l’assessore regionale ai trasporti, Graziano Pizzimenti, cui ha illustrato nei giorni scorsi la situazione in cui versa la linea.

Quattordici chilometri di rotaia a binario unico che collegano Cividale a Udine e che si sdoppiano per consentire l’incrocio dei convogli in stazione a Remanzacco. Fino a oggi la sicurezza sulla linea è stata garantita “brevi manu” dai capitreno, costretti a scendere dai convogli a Remanzacco, a telefonare in stazione a Cividale, quindi a risalire, ottenuto il via libera, per poi proseguire. Così è stato, ma non potrà essere più.

Il giro di vite annunciato ormai due anni fa dall’Ansf è pronto a compiersi. L’Autorità aveva imposto l’adeguamento alle norme europee delle linee secondarie – lo aveva fatto dopo il tragico incidente sulla Corato-Andria, costato la vita a 23 persone – dando ai gestori due anni di tempo per adeguarsi. Ora, la tolleranza è prossima allo scadere.

Il 6 agosto scatteranno infatti le nuove limitazioni per le tutte le reti che non sono in regola. Una quarantina a livello nazionale, compresa la Udine-Cividale, ancora sprovvista del sistema di controllo Scmt nonostante la società di gestione (partecipata al 100% dalla Regione Fvg) abbia in pancia da anni oltre 8 milioni di euro. Destinati, appunto, alla messa in sicurezza della linea: ad installare cioè il sistema capace di blocca due treni che si dovessero trovare per errore a percorrere lo stesso binario. I soldi ci sono (da anni), ma i lavori devono ancora essere realizzati.

Stando a una nota diramata da Fuc in occasione dell’approvazione del bilancio 2017 non dovrebbe mancare molto. La società fa sapere che «le procedure concorsuali per la realizzazione del nuovo sistema di sicurezza ferroviaria (Scmt) lungo la linea sociale Udine – Cividale (8,4 milioni di valore) sono in atto” e che la “consegna dei lavori è prevista per il prossimo mese di settembre”». Quanto tempo ci vorrà poi per portare a compimento l’intervento è altra cosa. Intanto, dal 6 agosto, i pendolari che quotidianamente utilizzano la linea dovranno fare i conti con la rimodulazione del servizio. Una tegola pronta a cadere sul capo di oltre 450 mila passeggeri, tanti quelli che annualmente utilizzano la linea.

Si tratta per lo più di pendolari che in treno vanno lavoro, affezionati utilizzatori del trenino (strategico in particolare per le valli del Natisone) che negli ultimi mesi si sono spesso dovuti accontentare di corse sostitutive per via di manutenzioni ai treni. Episodi che ora rischiano di diventare quotidianità. 

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