Tre cordate per l’acquisto dell’impianto di Orcenico

Smantellato il presidio, calata la tensione ma rimane sempre molto alta l’attenzione nei confronti dell’Ideal Standard. Diciamo che il clima è diverso, un po’ più disteso, ma nulla è dato per...

Smantellato il presidio, calata la tensione ma rimane sempre molto alta l’attenzione nei confronti dell’Ideal Standard. Diciamo che il clima è diverso, un po’ più disteso, ma nulla è dato per acquisito nè per scontato. La strada per traghettare lo stabilimento di Orcenico in altre mani è ancora lunga. Ne è indifferente “chi” siano le altre mani, quali piani abbiano per la fabbrica pordenonese, per fare cosa, con quante persone.. Intanto un primo risultato la lunga e determinata battaglia dei 450 di Orcenico con i sindacati di categoria, Femca, Filtcem e Uiltec, l’hanno portato a casa. La cassa in deroga per sei mesi, da gennaio a giugno 2014, assegna un congruo periodo di tempo per cercare soluzioni alternative. Contestualmente mantiene i posti di lavoro che la procedura di mobilità avrebbe cancellato dal primo gennaio. Assicura la continuità produttiva allo stabilimento che, dal primo gennaio, non cesserà più la produzione di ceramica limitandosi alla lavorazione della resina. Una scelta, quella di mantenere in attività Orcenico, determinerà contraccolpi sugli altri due stabilimenti che, invece, nell’ipotesi originaria, avrebbero raggiunto la quasi saturazione degli impianti. Ora invece dovranno essere posti in cassa in deroga anche quota-parte dei lavoratori di quelle due fabbriche, insieme ai colleghi di Orcenico.

Nei dettagli l’organizzazione del gruppo, le assegnazioni di volumi e quote di produzione ai tre siti, le ulteriori azioni di riduzione dei costi imposte dalla capogruppo europea (meno 30 milioni di euro nel 2014 e 77 ulteriori esuberi in Italia tra gli indiretti, impiegati ecc., sarà oggetto di un altro incontro al tavolo ministeriale del 4 dicembre. In quell’occasione Ideal Standard dovrebbe presentare un nuovo piano industriale che non contiene più la chiusura di Orcenico ma prevede invece la sua cessione, e le modalità con cui intende affrontare la prima parte del 2014. Tutti elementi necessari a giustificare la concessione della cassa integrazione in deroga.

Nel frattempo le trattative con i potenziali acquirenti della fabbrica pordenonese andranno avanti. L’unica - a oggi - ad avere una certa concretezza è quella della veneta Glass, che da tempo sta lavorando ad un piano industriale con l’assistenza della Regione, e che ha già eseguito un sopralluogo ad Orcenico ben valutando lo stato della fabbrica e degli impianti. Sempre in campo rimangono anche le due multinazionali spagnola, Roca, e giapponese, Inax. (e.d.g.)

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