«Travolti dal crollo delle Operaie a Trieste»

Negli ultimi giorni era corsa a ritirare i risparmi. Il Cda: vogliamo preservare il patrimonio della società

TOLMEZZO. L’effetto domino della crisi di Cooperative operaie è arrivato fino in Carnia. Perché, a detta del consiglio di amministrazione della storica cooperativa, la richiesta di concordato preventivo depositata in tribunale a Udine è stata determinata dal forte ritiro del prestito sociale che ha causato crisi di liquidità proprio a fronte di quanto accaduto a Trieste con migliaia di risparmiatori che si sono visti bloccare i prelievi.

Il Cda di CoopCa, guidato dal presidente, Ermanno Collinassi, spiega di essere intervenuto «a tutela dell’azienda, dei 650 dipendenti e dei soci prestatori» di fronte «all’effetto devastante provocato dal ritiro del prestito sociale, a seguito delle vicende relative a una cooperativa di consumo presente in regione».

Il Cda di CoopCa non la cita nello specifico, ma evidentemente fa riferimento proprio alle cooperative operaie di Trieste. Il consiglio di amministrazione «ha deciso di percorrere, a tutela del patrimonio aziendale, dei dipendenti, soci prestatori, soci, fornitori e consumatori, la strada della continuità aziendale avviando un processo volontario attraverso una domanda prenotativa di concordato».

Gli effetti? «Sono – spiega – il blocco dei pagamenti dei crediti pregressi, che verranno soddisfatti con le modalità stabilite nel piano concordatario, la sospensione delle azioni esecutive e cautelari. Questa scelta di continuità permette ai dipendenti di incidere sul proprio futuro e garantisce loro il posto di lavoro. I tempi della crisi economica che attanaglia il nostro paese da oltre 7 anni ha ridotto la disponibilità di reddito delle famiglie italiane diminuendo i consumi. A fronte di questa situazione generale il consiglio di amministrazione aveva recentemente approvato un piano industriale che prevedeva il riequilibrio economico, patrimoniale e finanziario entro 18 mesi. Purtroppo gli effetti provocati dall’allarmismo hanno coinvolto in maniera indistinta anche CoopCa aggravando pesantemente gli equilibri finanziari con una improvvisa riduzione della liquidità».

Da qui il richiamo al forte senso di responsabilità che CoopCa rivolge «a tutte le parti in causa (soci/consumatori, soci prestatori, e dipendenti) per perorare i valori fondanti della cooperativa», che ne caratterizzano la storia da 108 anni. «Uno spirito di cooperazione, l’operatività e la tenacia che da sempre animano l’imprenditoria friulana e carnica rappresentano la chiave di lettura – conclude – dell’intervento del Cda che ha agito con determinazione, impegno, dignità e coscienza».

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