Tracce di un altro orso nei boschi di Preone, il “regno” di Francesco

PREONE. L’orso Francesco potrebbe non essere solo. Il condizionale è d’obbligo perché i risultati delle analisi sui campioni di pelo raccolti nei boschi della Carnia dagli studiosi dell’Università di Udine, non sono ancora disponibili.
Stando agli avvistamenti documentati dai cacciatori e alle segnalazioni arrivate al coordinatore della ricerca sulla fauna selvatica, Stefano Filacorda, tutto lascia supporre che tra Preone e Socchieve sia arrivato un altro orso.
Il solo fatto che il colore del pelo analizzato sia più scuro rispetto a quello di Francesco, fa pensare che il plantigrado monitorato attraverso il collare satellitare sia in buona compagnia.
I risultati delle analisi sono attesi anche dai 12 studenti arrivati da tutta Italia per partecipare alla Summer school “Tecniche e metodi per il monitoraggio della fauna selvatica omeoterma e per favorire la coesistenza con le attività umane” che, nei giorni scorsi, a Preone e Socchieve, hanno seguito le lezioni di telemetria per capire dove era Francesco.
Un’occasione rara per gli aspiranti esperti di fauna selvatica che hanno seguito le tracce dell’orso, mentre Francesco «dormiva nei boschi a 800 metri di altitudine sotto il monte Verzegnis».
Conoscendo tutti gli spostamenti del plantigrado, Filacorda conferma la presenza di Francesco documentata, nei giorni scorsi, dai cacciatori nei prati a pochi metri di distanza dall’abitato di Preone e lungo il Lumiei.
La segnalazione giunta da una donna che a Caneva ha visto un orso dal pelo scuro lascia aperta, invece, l’ipotesi della presenza di due plantigradi in Carnia.
«La seconda presenza non è ancora stata confermata», ripete Filacorda usando una buona dose di prudenza.
Certo è che la Carnia resta l’habitat ideale per gli orsi. Francesco nato in Trentino nel 2008 è arrivato più di un anno fa.
Di giorno, fino alle 19, dorme nei boschi lontano dalle case, di notte scende e percorre decine di chilometri.
Neppure la stagione degli amori l’ha invogliato a spostarsi e questo fatto, secondo il professore, è la conseguenza della presenza dei punti di foraggiamento dove l’orso si alimenta seguendo le tracce dei cinghiali.
Questo dettaglio conferma la convivenza tra orsi e altri animali e induce Filacorda a invitare gli amanti della montagna a non lasciare scarti alimentari in giro nei boschi.
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