«Tra Banca di Udine e Bcc Bf un divorzio prima delle nozze»

CASTIONS DI STRADA. «Bcc Bassa friulana e Banca di Udine, un divorzio prima ancora del matrimonio»: la mancata fusione dei due istituti di credito ha creato una situazione di incertezza che pesa anche sulla condizione di chi vi lavora. A dirlo è Ugl credito Udine, che in una nota a firma del segretario provinciale Ennio De Luca analizza cause e conseguenze dell’operazione societaria rimasta in mezzo al guado.
«Alla base dell’insuccesso della progettata fusione c’è il mancato accordo sull’attribuzione delle poltrone a tutti i livelli - afferma De Luca -: lo hanno comunicato gli stessi rappresentanti aziendali nel corso di una riunione cui hanno partecipato gli organismi sindacali aziendali, fra cui anche Ugl credito. I vertici aziendali della Bcc Bf hanno addossato la mancata intesa per la fusione all’avidità della controparte, che avrebbe preteso per sé i posti che contano, ma analoghe lamentele ci sono rappresentate anche da autorevoli fonti della Banca di Udine».
A De Luca pare importante chiedersi «con quale lungimiranza e attenzione si sia provveduto ad attuare, anzitempo, il piano di riassetto organizzativo che avrebbe dovuto essere funzionale alla fusione, ma che alla luce dei fatti sconcerta. Tanto attivismo non ci sorprende – continua il referente sindacale –, visto che l’azienda da qualche tempo partorisce continui riassetti organizzativi, progetti a geometrie variabili, un giorno solidi e il giorno dopo superliquidi. L’abitudine a correre veloci, senza curarsi delle conseguenze, l’abbiamo riscontrata anche nella gestione del cosiddetto “rischio reputazionale”, scarsamente considerato in occasione dello studio di fattività per quella che doveva essere la migliore delle fusioni».
«Infine, a prescindere dalle decisioni che si prenderanno, per assicurare un futuro sereno alla Bassa Friulana, oltre a ricominciare un percorso chiaro, coerente e trasparente, occorre creare per chi ci lavora condizioni dove si valorizzi il merito anziché tentare di indurre al servilismo, incentivando la motivazione piuttosto che il timore reverenziale, la formazione rispetto alle chiacchiere».
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