Tondo: siamo un modello

Il saluto del presidente della Giunta regionale al capo dello Stato

di Anna Buttazzoni

UDINE. Il modello Friuli inteso come autonomia responsabile, commissario per la A4 compreso. E il ricordo di un colloquio su Eluana Englaro. Il governatore Renzo Tondo saluta così il Capo dello Stato.

Qual è il significato della visita e della tappa a Porzus?

«Ha un alto significato simbolico perché ridà dignità a un pezzo di storia a lungo occultato. Il presidente Napolitano compie un gesto nobile nel rendere onore a quell’eccidio».

Il presidente ripercorrerà anche i luoghi del terremoto: sono ancora il simbolo della rinascita e una lezione per rialzare la testa in questo momento di crisi?

«Sì, è un messaggio importante anche perché avviene all’indomani di un altro terremoto, quello in Emilia. Noi friulani guardiamo con grande orgoglio ai risultati della ricostruzione. E poi al sisma è legata l’autonomia come responsabilità. Mi piacerebbe che Napolitano cogliesse anche la grande esperienza dell’assunzione di responsabilità finalizzata allo sviluppo, necessaria oggi più di prima. Mi auguro che il Capo dello Stato possa apprezzare anche il contesto complessivo e l’alto valore del commissario per la terza corsia della A4, che resta un passaggio fondamentale».

Dalle tappe storiche ai poli tecnologici, simboli dell’innovazione: è il nuovo volto dell’economia al quale si deve tendere?

«È uno dei pezzi più importanti, non l’unico. Abbiamo una storia fatta di manifatturiero e di attività di servizi, come il turismo, e da Trieste a Pordenone il talento regionale e la nostra storia portano all’innovazione e all ricerca, elementi su cui puntare per lo sviluppo».

Qual è il messaggio che affiderà al Capo dello Stato?

«Il modello Friuli come autonomia responsabile in una fase di grandi cambiamenti per il Paese. Sarebbe grave se non si capissero la forza e l’opportunità generate dalla specialità come autonomia responsabile».

C’è un episodio particolare che la lega a Napolitano?

«Ricordo l’appuntamento sulle Dolomiti quando Napolitano mi chiese le evoluzioni sulla vicenda di Eluana Englaro, che stava accadendo. Ho apprezzato l’attenzione che mi stava dedicando esprimendomi alcune sue considerazioni».

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