Tolmezzo, smartphone nascosto e pc modificato in carcere: scoperto un sistema per accedere a internet
La scoperta durante una perquisizione nella sezione di alta sicurezza 3. Gli agenti hanno trovato anche un collegamento elettrico artigianale per ricaricare i dispositivi. A rendere nota l’operazione è il sindacato Uspp

Uno smartphone che sarebbe stato gettato nel water nel tentativo di disfarsene, un computer modificato artigianalmente per consentire l’accesso libero a internet e un sistema elettrico improvvisato per ricaricare i dispositivi. È quanto scoperto dal personale della polizia penitenziaria della casa circondariale di Tolmezzo durante una perquisizione effettuata nella serata del 15 ottobre 2026.
L’operazione ha interessato una camera di pernottamento occupata da due detenuti appartenenti al circuito di Alta sicurezza 3. La notizia è stata resa nota da Leonardo Angiulli, segretario nazionale dell’Uspp, l’unione sindacati di polizia penitenziaria.
Lo smartphone gettato nel water e il computer modificato
Nel corso dei controlli, secondo quanto riferito dal sindacato, uno dei detenuti avrebbe tentato di disfarsi di uno smartphone gettandolo nel water.
Nella stessa camera di pernottamento gli agenti hanno individuato un personal computer in possesso dell’altro detenuto, autorizzato a detenerlo per motivi di studio. Il dispositivo, tuttavia, sarebbe stato modificato internamente in modo artigianale, consentendo al detenuto di accedere liberamente alla connessione internet.
Una circostanza rilevante sotto il profilo della sicurezza penitenziaria, considerato che l’accesso non autorizzato alla rete può rappresentare un rischio all’interno degli istituti di detenzione.
Scoperto anche un sistema artigianale per ricaricare i dispositivi
La perquisizione ha permesso inoltre di rinvenire un sistema improvvisato per l’alimentazione elettrica dei dispositivi elettronici.
Il collegamento, secondo la ricostruzione diffusa dall’Uspp, era composto da una presa e due fili elettrici, inseriti nel cavo di alimentazione del televisore. Il sistema sarebbe stato utilizzato per ricaricare sia il telefono cellulare sia il personal computer.
Il ritrovamento ha evidenziato non soltanto la presenza di dispositivi detenuti o utilizzati in modo illecito, ma anche l’impiego di soluzioni artigianali per garantirne il funzionamento all’interno della sezione detentiva.
I controlli nella sezione di alta sicurezza 3
La perquisizione ha riguardato una camera occupata da due detenuti inseriti nel circuito di Alta sicurezza 3, riconducibile, secondo quanto comunicato dal sindacato, all’area della criminalità organizzata di matrice mafiosa siciliana.
In contesti caratterizzati da particolari esigenze di sicurezza, il contrasto all’utilizzo non autorizzato di telefoni cellulari e di dispositivi connessi alla rete assume un rilievo specifico. Questi strumenti, se utilizzati senza autorizzazione, possono infatti consentire comunicazioni con l’esterno al di fuori dei canali previsti.
Il plauso dell’Uspp al personale della polizia penitenziaria
Nel comunicare l’esito dell’operazione, l’Uspp ha sottolineato l’attenzione e la professionalità degli agenti intervenuti, evidenziando l’importanza dell’attività di controllo e prevenzione all’interno degli istituti penitenziari.
Il ritrovamento dei dispositivi e del sistema di alimentazione artigianale viene presentato dal sindacato come un risultato operativo significativo, frutto dell’attività svolta dal personale in servizio a Tolmezzo.
L’episodio richiama ancora una volta l’attenzione sulla necessità di contrastare l’introduzione e l’impiego illecito di apparecchiature elettroniche nelle carceri, soprattutto nelle sezioni sottoposte a regimi di sicurezza più elevati.
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