Tolmezzo, rimpatriato un detenuto condannato per mafia e favoreggiamento dell’immigrazione irregolare
L’uomo, cittadino nigeriano, stava scontando una condanna definitiva a 4 anni e 6 mesi nel carcere carnico. La Questura rende noti anche i dati delle attività di contrasto all’immigrazione irregolare svolte durante l’estate

Un cittadino nigeriano detenuto nel carcere di Tolmezzo, in regime di alta sicurezza e condannato in via definitiva per associazione per delinquere di tipo mafioso e favoreggiamento dell’immigrazione irregolare, è stato rimpatriato nel Paese d’origine. L’operazione è stata eseguita dall’ufficio immigrazione della questura di Udine, al termine delle procedure previste dalla normativa.
L’uomo stava scontando una pena di 4 anni e 6 mesi di reclusione. Secondo quanto comunicato dalla polizia di Stato, il rimpatrio è stato organizzato in vista della sua scarcerazione, dopo l’emissione del provvedimento di espulsione da parte del prefetto di Udine.
La condanna e i precedenti giudiziari
Il cittadino straniero era entrato nell’aprile dello scorso anno nella casa circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino, per essere successivamente trasferito nel carcere di Tolmezzo.
La Questura riferisce che, in precedenza, l’uomo era stato più volte deferito all’autorità giudiziaria per diversi reati, tra cui lesioni personali, minaccia, danneggiamento e apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo.
La sua posizione sul territorio italiano era già stata oggetto di provvedimenti amministrativi. Destinatario di un’espulsione nel 2003, il cittadino nigeriano si era successivamente regolarizzato. Nel 2016, tuttavia, il questore di Torino aveva revocato la carta di soggiorno che gli era stata rilasciata in quanto familiare di un cittadino italiano. L’anno successivo gli era stato negato il permesso di soggiorno per motivi familiari.
L’espulsione eseguita dopo il provvedimento del prefetto
Una volta ottenuto dal prefetto di Udine il provvedimento di espulsione, motivato dalla sua posizione irregolare sul territorio nazionale, l’Ufficio immigrazione ha predisposto le procedure necessarie per il rimpatrio.
Al momento della scarcerazione, il detenuto è stato preso in carico dagli operatori della Questura, che hanno organizzato e portato a termine il trasferimento nel Paese d’origine.
All’attività ha collaborato anche la Polizia penitenziaria del carcere di Tolmezzo, il cui contributo è stato indicato dalla Questura come importante per la riuscita dell’operazione.
I numeri dei rimpatri e delle espulsioni durante l’estate
La Questura di Udine inserisce l’intervento nel quadro delle attività di controllo e contrasto all’immigrazione irregolare condotte negli ultimi mesi.
Nel corso della scorsa estate, l’Ufficio immigrazione ha eseguito complessivamente 43 espulsioni. Nel dettaglio, 11 cittadini extracomunitari sono stati rimpatriati, mentre altri quattro sono stati accompagnati in un centro di permanenza per i rimpatri (Cpr). A questi interventi si aggiungono sei rimpatri volontari.
I dati sono stati diffusi dalla Polizia di Stato nell’ambito del bilancio delle attività svolte sul territorio provinciale.
L’obiettivo: controllo del territorio e sicurezza pubblica
Secondo la Questura, l’operazione si inserisce nel rafforzamento delle verifiche sulla regolarità della presenza degli stranieri in Italia e nell’attuazione dei provvedimenti previsti dalla normativa sull’immigrazione.
L’attività dell’Ufficio immigrazione punta, nelle intenzioni dichiarate dalla Polizia di Stato, ad assicurare il rispetto delle disposizioni vigenti e a contribuire alla tutela della sicurezza pubblica, anche attraverso il coordinamento con gli istituti penitenziari e gli altri organi competenti.
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