Tetto in amianto all’ex Consorzio Maniago, genitori preoccupati

A una manciata di metri dalla zona più sensibile di Maniago, dove sorgono l’asilo nido, le scuole elementari e le medie

MANIAGO. Un tetto fatiscente in amianto che presenta evidenti segni di frattura, creando molta preoccupazione. A una manciata di metri dalla zona più sensibile di Maniago, dove sorgono l’asilo nido, le scuole elementari e le medie.

La problematica è nota da tempo ma ora un gruppo di genitori chiede all’Arpa, l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, di attivarsi. Le lezioni sono iniziate da pochi giorni e il tetto in eternit di uno dei capannoni dell’ex Consorzio agrario continua a creare tensioni. Due anni fa un albero cadde sulla struttura danneggiandola. Ora le crepe sono ancora più evidenti, soprattutto dopo mezzo secolo di esposizione alle intemperie.

Il manufatto è di proprietà privata e sorge a qualche decina di metri in linea d’aria da via Dante. Osservando da vicino le immagini scattate dai genitori, si notano dei profondi segni biancastri sulla superficie della copertura, segno che l'acqua piovana sta dilavando le lastre. Si attende ora l’intervento dei tecnici dell’Arpa e dell’Azienda sanitaria con le successive prescrizioni impartite al titolare dell'immobile inagibile.

Un caso analogo tenne banco per mesi nella vicina piazza Trento e si risolse positivamente, con la rimozione e sostituzione del materiale cancerogeno.

Solo pochi giorni fa l’assessore all’ambiente della cittadina delle coltellerie, Cesare Monea, ha annunciato la prossima bonifica dell’ex macello comunale. «Ci auguriamo che l’attenzione dell’amministrazione guidata da Andrea Carli e dello stesso Monea si estenda anche a questa situazione di degrado, ormai da tempo sotto gli occhi di tutti», si legge in una nota inviata al nostro quotidiano e ad alcuni consiglieri regionali per un loro interessamento alla vicenda.

Quel che rende difficoltosa la lotta all’amianto è l’assenza di un vero censimento degli edifici che ancora lamentano l’impiego di lastre di eternit. Al momento esistono solamente degli elenchi di massima: il che agevola gli smaltimenti illegali del pericoloso composto. E nel frattempo resta invariata la situazione della discarica a cielo aperto tra Maniago, Montereale Valcellina e Vajont.

Il greto del Cellina, contaminato da migliaia di metri cubi di asbesto sotterrato negli anni Settanta, attende ancora una completa asportazione dei cumuli inquinanti. Un primo intervento della Regione è stato stoppato per carenza di fondi.

I camion, dopo un transito in Lombardia, venivano dirottati in Germania e non a Porcia, dove è operativa l’unica discarica regionale per lo smaltimento dell’amianto e una delle pochissime discariche autorizzate per amianto di tutta Italia.

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