Terrorismo, caccia all'imam che predicava a Pordenone

PORDENONE. L’imam itinerante Bilal Bosnic, che aveva predicato anche nella moschea di Pordenone, aveva il compito di «aizzare, con i suoi sermoni, i giovani musulmani contro l’Occidente». Ne sono convinti gli inquirenti veneti, che stanno indagando sui reclutatori di islamici da arruolare nell’Isis.
La Procura antiterrorismo del Veneto ha ricevuto una richiesta, per rogatoria internazionale, dagli investigatori della Bosnia, terra d’origine del controverso imam, che nel settembre 2014 avevano concluso l’operazione Damasco che portò all’arresto di sedici islamisti, tra i quali Bosnic. Un’indagine parallela, come paralleli sarebbero i sospetti, a quella avviata in Italia.
Il procuratore di Sarajevo, dunque, chiede di avere accesso alle informazioni che sono state raccolte dagli investigatori veneti, dando inizio a una stretta collaborazione tra inquirenti italiani e bosniaci. Il primo vertice dovrebbe avvenire il prossimo mese nella procura lagunare.
Per i carabinieri del Ros di Padova che indagano su questo filone, Bilal Bosnic è una figura chiave nel traffico di mujaheddin tra Europa e Medio Oriente. L’imam, sostengono, ha avuto il ruolo di «aizzare con i suoi sermoni i giovani musulmani contro l’Occidente», fino a convincerli a immolarsi per lo Stato islamico.
Elmir Amvedoski, 31 anni, uno dei 54 combattenti stranieri nell’esercito dell’Isis provenienti dall’Italia, ad esempio, avrebbe assunto posizioni radicali e fanatiche proprio dopo l’incontro col predicatore itinerante Bilal Bosnic a Pordenone. Il “lupo solitario” macedone, per molti anni residente a Gorizia, «ha frequentato il centro islamico della Comina». E’ stato in quel momento, secondo i carabinieri di Gorizia, che «il suo percorso di radicalizzazione ha conosciuto l’apice».
Bilal Bosnic aveva fatto tappa a Pordenone il 30 maggio e il primo giugno 2013. E’ in carcere dall’agosto 2014. A la Repubblica aveva detto: «Noi prenderemo il Vaticano».
E’ ritenuto dagli inquirenti uno degli esponenti dell’islam più integralista e considerato membro di spicco dell’Is. Aveva lanciato in rete appelli ai giovani musulmani per unirsi al califfato. Sul suo profilo Facebook pubblicava un’immagine della bandiera nera del califfato, sempre posta alle sue spalle anche durante i sermoni.
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