Tenuti legati nel bosco di Resia: messi in salvo tre asinelli

RESIA. È finalmente salva l’asinella ferita trovata incatenata a un albero nel bosco di Resia.
Dopo il dissequestro dell’animale e la restituzione al proprietario che l’aveva lasciata nel bosco, esposta a tutte le intemperie, l’interessamento di un privato e dell’associazione Amici della Terra di Udine sono stati fondamentali nel portare al sicuro la bestiola.
Quando l’asinella era stata segnalata incatenata nel bosco dagli abitanti di Resia, la Forestale aveva proceduto immediatamente con il sequestro.
E la bestiola, insieme con un’altra asina di più di 21 anni e il suo piccolo di circa 9 mesi (sempre del medesimo proprietario) erano stati affidati, la prima al centro di recupero della fauna selvatica di Gorizia, mentre mamma e cucciolo erano stati accolti dal volontario di Amici della Terra Gianni Rainone.
Gli animali erano stati consegnati senza alcun documento, senza microchip di riconoscimento e privi di documenti che ne comprovasserno la provenienza o la proprietà. Ma al momento del dissequestro il - a questo punto - legittimo proprietario ha inteso ritornare in possesso delle bestiole.
I volontari però, visti da vicino i danni di una vita passata legati con corde, catene e capezze, non se la sono sentita di restituirli. E così hanno deciso di pagare mille 500 euro per i tre animali.
«Una vera e propria trattativa - racconta Gabriella Giaquinta, presidente della sezione udinese dell’ssociazione di animalisti - che si è conclusa con il pagamento di 500 euro per l’asina trovata legata e altri mille per mamma e figlio, somma commercialmente non giustificata dalle condizioni, dall’età e dalla mancanza di iscrizione all'anagrafe».
Ma nessuno se l’è sentita di rimandare indietro le bestie. Anche perché «al suo arrivo, mamma asina era parecchio sofferente - ricorda Gianni Rainone, uno dei nuovi proprietari -, riportava evidenti segni di legatura nella zampa anteriore destra, segni di legatura al collo e segni sul muso, ancora visibili a distanza di parecchi giorni poiché non è ancora ricresciuto il pelo. Tutti e due gli asinelli si facevano avvicinare solo da mio figlio di quattro anni. Con le persone adulte, soprattutto gli uomini, il loro era atteggiamento era schivo e spaventato. Gli asinelli ci hanno messo quasi un mese per entrare nel loro ricovero: avevano paura, ne rimanevano a distanza e solo facendogli ripetutamente una pista con la frutta dall’esterno verso l’interno hanno preso coraggio e sono entrati. Secondo studi scientifici - precisa Rainone - l'asino è uno degli animali più intelligenti al mondo e questo la dice lunga sulle traversie che hanno sopportato».
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