Telecamere ovunque, ma a Udine i furti dilagano

UDINE. Le telecamere non spaventano i ladri. Se è vero che la vista di un occhio elettronico può scoraggiare i “dilettanti” per i professionisti ormai le riprese non sono più un problema. L’ultimo esempio è il colpo messo a segno alla gioielleria “Nell’Oro” di via Gemona. Due uomini si sono presentati la scorsa domenica alle 2.44 del mattino davanti alla vetrina con guanti, passamontagna e abiti scuri.
Armati di martello spaccavetro in meno di tre minuti hanno sfondato i vetri rinforzati e se ne sono andati con 10 mila euro di gioielli, ori e preziosi facendo perdere le loro tracce alla faccia dell’allarme e delle telecamere. Tutta l’azione è stata filmata, ma gli elementi utili per gli investigatori che si ricavano dalle immagini sono veramente pochi.
A quando pare, nemmeno le altre telecamere presenti nella zona hanno aiutato i carabinieri a identificare i ladri o a fornire indizi utili alla loro cattura.
Per neutralizzare la videosorveglianza quindi in alcuni casi basta camuffarsi. Come faceva anche la banda di albanesi che ha svaligiato la villa di Fantoni e diverse abitazioni nella Bassa e in mezzo Nord Italia prima del blitz dei carabinieri che ha portato al loro arresto nel covo di Bologna. In quel caso gli albanesi avevano uno strumento che gli consentiva di rilevare anche la presenza di telecamere nascoste che poi neutralizzavano o rendendosi irriconoscibili o utilizzando altri metodi tecnologici.
L’apparecchio gli permetteva anche di individuare gps o microspie nel caso in cui le auto che rubavano fossero state messe sotto controllo dalle forze dell’ordine.
I ladri insomma sono sempre più tecnologici. Il 17 novembre per esempio hanno disattivato l’antifurto di una villa a Faedis tagliando i fili dell’elettricità e pure quelli del telefono. Così hanno evitato che giungesse alla padrona di casa o alle centrali operative delle forze dell’ordine qualsiasi segnale di allerta.
Poi hanno agito indisturbati e dopo aver sfondato una finestra, si sono impossessati di gioielli e altri oggetti di valore per un importo complessivo di circa cinquemila euro. Stesso discorso anche per le casseforti: in diverse occasioni se non sono riusciti ad aprirle sul posto i ladri se le sono portate via “tagliando” il muro con una flex. Così al furto subito si sommano anche i danni.
Questo non significa ovviamente che i sistemi di allarme non siano utili. In molti altri casi sono risultati decisivi per sventare un furto come è accaduto per esempio lo scorso 17 luglio quando due nomadi, dopo essersi accertate che all’interno di un appartamento in via Santa Chiara non c’era nessuno, hanno forzato la porta di ingresso e si sono messe alla ricerca di contanti e oggetti di valore, ma quando si stavano allontanando sono state fermate dalla polizia: l’allarme aveva infatti inviato un messaggio sul cellulare del proprietario.
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