Tarvisio, addio allo chef dell’hotel Sport Bellavista

TARVISIO. Lutto a Gemona e in Valcanale per la scomparsa di Renato D’Aronco, chef della cucina friulana e tarvisiana all’hotel Sport Bellavista di Camporosso.
Renato D’Aronco si è spento lunedì sera a 66 anni nella casa di riposo Zaffiro di Tarcento. Dall’agosto dell’anno scorso, D’Aronco era stato colpito da un male improvviso che in questi mesi non gli aveva dato tregua: seguito e curato dai sanitari del Gervasutta di Udine con l’appoggio della residenza per anziani tarcentina, è mancato lunedì.
Renato D’Aronco proveniva dalla borgata di Godo di Gemona e ancora in giovane età decise di intraprendere la carriera di cuoco, iniziando nel ristorante Al Boschetto di Tricesimo per passare un periodo a Lignano e infine in Valcanale dove ha lavorato in tutti gli ultimi trent’anni.
«Renato – racconta Stefano Rosenwirth, suo socio nella gestione dell’hotel Sport Bellavista a Camporosso – si era innamorato di questa vallata. Per noi era uno di famiglia, tanto è vero che i miei figli lo chiamavano “zio”».
In Valcanale, Renato D’Aronco cominciò a lavorare negli anni Settanta gestendo prima l’hotel Nevada a Tarvisio, per passare in seguito al ristorante Al Montone a Camporosso. Proprio in quel locale Renato conobbe Stefano Rosenwirth con il quale 12 anni fa decise di acquistare e in seguito avviare l’hotel Sport Bellavista.
«Mi ha insegnato tantissimi trucchi e accorgimenti – racconta Rosenwirth – per arricchire i piatti. Renato non amava molto la nouvelle cuisine: a lui piaceva quella tradizionale friulana, adeguandosi ai piatti tipici del Tarvisiano, a partire dalla selvaggina. Con lui – aggiunge–, si rispettavano attentamente i prodotti di stagione nella predisposizione delle ricette. Quello che non mancava mai nei suoi piatti era il frico e la polenta».
A Gemona veniva poco, ma dal suo paese più di una volta il gruppo alpini di Godo era passato a trovarlo per assaggiare le sue prelibatezze fino in Valcanale. Nel capoluogo pedemontano anche i suoi parenti ricordano la grande passione che nutriva per la cucina.
Con l’avvio della gestione all’hotel Sport Bellavista, D’Aronco aveva raggiunto il suo sogno di avere un suo locale da gestire: «Ci aveva messo tanto sacrificio – ricorda ancora Stefano Rosenwirth –: qui abbiamo avuto gli atleti che partecipavano alle gare di sci e il nostro obiettivo era quello di rilanciare l’hotel per gli amanti della montagna.
Attualmente, nonostante la pandemia, stiamo lavorando: ci impegneremo ancora di più per concretizzare gli obiettivi che ci eravamo posti quando abbiamo intrapreso questo percorso. Lo faremo anche per lui che non ha potuto vedere i risultati del suo lavoro».
Renato D’Aronco lascia i fratelli Marilena e Giuseppe con i cognati, nipoti e tutti i parenti. I funerali saranno celebrati giovedì 18, alle 15.30, nel duomo di Gemona. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








