Tarvisio: addio a Gio Batta Morassi, il “grande saggio” dei violini

TARVISIO. Grave lutto nel mondo della cultura: è morto Giovanni Battista (Gio Batta) Morassi, il grande saggio della liuteria mondiale contemporanea.
La morte improvvisa, all’ospedale di Cremona, dove l’anziano artista di 84 anni - che viveva con la figlia Monica dopo la morte della moglie - era ricoverato da qualche giorno in seguito a un malessere. La triste notizia ha raggiunto anche Camporosso dove il maestro Morassi aveva trascorso la gioventù.
A Camporosso vivono tuttora due delle sue tre sorelle, Luisa e Aurora, mentre la più anziana, Caterina, vive a Fusine. Morassi, che era nato ad Arta Terme nel 1934, lascia oltre alla figlia anche il figlio Simone, pure liutaio di fama.
Nel giugno del 2015 aveva ricevuto la laurea magistrale ad honorem in Discipline della musica, dello spettacolo e del cinema, al conservatorio Tomadini di Udine.
Noto in tutto il mondo per le sue doti di costruttore e restauratore di strumenti ad arco, ma anche come studioso del legno per la fabbricazione e la manutenzione degli strumenti musicali, ha ricevuto un riconoscimento che bene evidenza la sua figura di liutaio dalle origini carniche, avendo il Friuli una tradizione liutaria che risale al XVII secolo.
L’ateneo, infatti, ha ritenuto doveroso premiare la grandezza del talento che s’è imposto a livello internazionale. Morassi era spesso in Valcanale per fornirsi del pregiato abete di risonanza che cresce nella foresta di Tarvisio, che è la materia prima per la costruzione degli strumenti. Come conferenziere dell’arte liutaria, Morassi s’è fatto apprezzare in tutti i continenti.
E come ha affermato in quella occasione il direttore del Dibe, Neil Anthony Harris, i violini di Morassi, come accadde per i Stradivari, daranno il meglio tra 100-200 anni. Morassi insomma oltre a essere un stato un maestro liutaio è stato anche un maestro di innovazione.
Secondogenito di una famiglia numerosa, negli anni Cinquanta, grazie a una borsa di studio della Camera di commercio studiò l’arte della liuteria alla Scuola internazionale “Antonio Stradivari” di Cremona dove è stato impegnato fino a questi giorni.
Nominato cavaliere al merito della Repubblica Italiana, nel 1997 Morassi ha ricevuto la Croce d’oro al merito del presidente della Repubblica Ungherese e dieci anni più tardi ha fatto parte della giuria del concorso di liuteria “Tchaikovsky” di Mosca.
Morassi ha valorizzato la selvicoltura e la coltivazione del legno di risonanza nella foresta di Tarvisio dove cresce l’abete rosso che fornisce un legno già utilizzato per migliorare la trasmissione del suono da Stradivari e da altri maestri liutai del Seicento e Settecento.
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