«Tanti soldi per i dragaggi sul Corno»

SAN GIORGIO DI NOGARO. Bufera dopo le dichiarazioni del sindaco di San Giorgio, Pietro Del Frate, in merito ai mancati dragaggi del fiume Corno. Il primo cittadino, qualche giorno fa, sul Messaggero Veneto aveva dichiarato che «i mancati dragaggi e la mancata realizzazione di infrastrutture non hanno certo reso appetibile investire nella zona dell’Aussa Corno».
Queste parole hanno scatenato la reazione di Emilio Driussi, della lista civica “Scelta adesso”, circolo di Marano Lagunare, il quale sostiene che il dragaggio del Corno, in realtà, è stato effettuato e riporta anche una lista di compensi che sarebbero stati spesi per i componenti della struttura commissariale, tra cui lo stesso Del Frate.
L’accusa «A che gioco sta giocando il sindaco di San Giorgio di Nogaro, Pietro Del Frate – attacca Driussi - quando dichiara, in un articolo pubblicato dal Messaggero Veneto il 22 marzo, che i mancati dragaggi del fiume Corno sono una delle cause della crisi del Consorzio Aussa Corno? Sono anni che si sente la solita musica dei mancati dragaggi. Di cosa sta parlando il sindaco? A Del Frate vorrei ricordare che, con ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri, datata 21 dicembre 2008, numero 3556, sono stati stanziati e usati, per lavori urgenti di dragaggio del fiume Corno, ben 4 milioni e 676 mila euro più Iva. I relativi fanghi, circa un milione di metri cubi, sono già stati scaricati nella cassa di colmata, una vera e propria discarica a cielo aperto, situata a un centinaio di metri dal centro abitato di Marano. Ovviamente, le relative polveri sottili rilasciate dai fanghi inquinati del fiume Corno le stanno respirando i maranesi, con i relativi “benefici” sanitari».
Le analisi Driussi fa riferimento ad analisi che sarebbero state effettuate da alcuni cittadini. «Cosa contenevano questi fanghi? – scrive Driussi -. I documenti in nostro possesso parlano chiaro, non possono essere smentiti. Le analisi fatte eseguire privatamente da alcuni cittadini sui fanghi del fiume Corno, deposti nella cassa di colmata, hanno fatto rilevare la presenza di mercurio, cloro, arsenico, vanadio, soda, amianto, piombo, cromo, nichel, zinco, selenio, cobalto, antimonio e molto altro ancora in quantità per nulla rassicuranti e nemmeno trascurabili.

Del Frate, che non è uno sprovveduto, era perfettamente a conoscenza del dragaggio effettuato nel Corno, visto che, in quel periodo, ricopriva anche il ruolo di componente della commissione tecnico-scientifica del commissario delegato per la laguna di Marano e Grado. Come spiega la sua attuale amnesia? Tanto per non farci mancare niente, vediamo (le cifre sono riportate nella tabella che pubblichiamo a fianco, ndr) anche una parte di quanto è stato speso, in questi anni, dalla struttura commissariale per pagare, tra gli altri, diversi politici locali, molti della Bassa friulana, sindaco Del Frate compreso. Sono trenta consulenti scientifici e otto legali, cose da non credere. Questi soldi potevano essere sicuramente spesi meglio e, forse, in questo modo, non avremmo dovuto sorbirci la solita nenia dei mancati dragaggi del fiume. Tra l'altro, per merito di quali competenze tecnico scientifiche sono stati “arruolati” tutti questi politici? Bella domanda, ma la risposta la sappiamo già, purtroppo. C’è gente che fatica ad arrivare alla fine del mese. Ci sono famiglie che riescono a malapena a mangiare».
La difesa Interpellato, il sindaco De Frate non si scompone, preferisce non rispondere alle accuse. «Non conosco il signor Driussi, non so proprio chi sia. So solo - si affretta a rimarcare - che dice cose non vere alle quali ritengo di non dover rispondere. Non voglio assolutamente entrare in questo tipo di polemiche».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








