Talmassons invasa dagli alpini: festa nonostante la pioggia

TALMASSONS. Talmassons, nell’80º anniversario della nascita del gruppo Ana, ha accolto ieri l’adunata della sezione di Udine.
Pur con la pioggia, la cittadina è stata invasa da una marea di penne nere, tanto che la chiesa, dove il parroco don Enrico Pagani ha celebrato messa accompagnato dal coro Ana diretto dal maestro Fasso, non è riuscita a contenere tutti i partecipanti. Il sacerdote si è fatto interprete «della gratitudine verso queste persone, che si danno da fare per il bene di tutti».
È stato benedetto il nuovo labaro e scambiati doni tra il capogruppo dell’ottuagenario sodalizio, Beppino Dri e quello del gruppo gemellato di Sant’Omobono Terme (Bg). Come ala al corteo, la fanfara sezionale e filarmonica di Vergnacco.
«Una riconciliazione» così è stato definito l’incontro fra la comunità di Talmassons e la sezione, negli interventi che sono seguiti del presidente provinciale Dante Soravito de Franceschi e del sindaco Piero Mauro Zanin. Sullo sfondo le incomprensioni che avevano amareggiato il già presidente sezionale ed ex sindaco di Talmassons Rinaldo Paravan, sulla cui tomba, sono stati deposti fiori, insieme, segno appunto di pacificazione.
Altro momento toccante, la lettura dei nomi dei caduti dell’Albo d’oro della Grande guerra. «Fare memoria è dovere di associazioni, istituzioni e cittadini: aiuta a mantenere vivo un passato che è parte di noi, per capire il presente e costruire il futuro, con l’auspicio che la pace trionfi» ha detto il sindaco, citando parole ancora di Paravan.

Non è mancata, da parte del primo cittadino, una analisi della crisi di valori che caratterizza la società oggi: «Termini come obbedienza, gerarchia, dovere, sacrificio, solidarietà sono dimenticati – ha detto Zanin –: mi chiedo se così riusciremo a rispondere alle sfide del futuro».
Secondo il sindaco molto si è perso tagliando il servizio militare obbligatorio, un’esperienza importante per la condivisione di quei valori. «Sciagurata decisione, l’abolizione della leva» anche per il segretario nazionale Ana Giorgio Sonzogni, presente assieme al consigliere Renato Romano e al revisore Ernestino Baradello, in rappresentanza di 370 mila soci italiani.
«Io sogno che Sergio Mattarella – ha aggiunto Sonzogni – il quale da ministro delle difesa l’ha sospesa, ora da presidente della Repubblica la ripristini». Sui valori morali e civili di cui gli alpini sono portatori si è soffermato pure de Franceschi: «Una volta sui portoni si parlava, ora consumismo e fretta ce lo impediscono: occasioni come questa ci permettono di ritrovare amici.
Quanto a solidarietà, in particolare dal terremoto, siamo votati al volontariato. Finché ci saremo, i cittadini non devono temere: per la sicurezza ci siamo anche noi». «Alpini, una risorsa fondamentale, con cui il Friuli ha un rapporto radicato» anche per il presidente del consiglio provinciale Fabrizio Pitton.
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