Tabelloni sul ’900 abusivi e inesatti E Cosma ora chiede la testa di Oreti

I pannelli di Isonzo-Soča nella bufera. Il consigliere: «L’assessore alla Cultura non conosce la storia»
Bumbaca Gorizia 04.04.2019 Inaugurazione foto panoramica storica giardini poubblici © Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 04.04.2019 Inaugurazione foto panoramica storica giardini poubblici © Fotografia di Pierluigi Bumbaca



Sergio Cosma, capogruppo di Fratelli d’Italia, che chiede le dimissioni di Fabrizio Oreti, assessore alla Cultura e portacolori di Forza Italia. Serenella Ferrari (Progetto Fvg) che fa un’ispezione in Castello all’insaputa del sindaco Ziberna e dell’assessore di riferimento (sempre Oreti) con il primo cittadino che la accusa di aver utilizzato «parole mafiose» con i dipendenti.

Non servirebbe nemmeno l’opposizione a questo centrodestra bisbetico perché, in ogni Consiglio comunale, la maggioranza fa pentole e coperchi. Ovvero, i veleni interni sono talmente virulenti e maligni che è la stessa minoranza («Abbiamo assistito a scene mortificanti», dice Emanuele Traini) a stupirsi.

Andiamo con ordine. Il primo a scatenare il fuoco (amico? ) Sergio Cosma. Nodo del contendere i tabelloni sulla storia del Novecento installati da Isonzo-Soča. «Già il 3 maggio scorso – tuona Cosma – chiesi a Oreti di dimettersi perché una giunta di centrodestra non può avere un assessore che non conosce la storia di Gorizia. Lasciamo stare le dimenticanze nella mostra su Francesco Giuseppe perché il fondo è stato toccato in piazza Vittoria e ai Giardini pubblici. Quelle installazioni hanno violato diverse leggi sia comunali sia nazionali: in primis quelle relative all’occupazione del suolo pubblico, secondariamente sono state installate senza chiedere il parere della Soprintendenza e, poi, contengono parecchie inesattezze e errori».

Problemi che Cosma già illustrò a Oreti ma, di fronte all’assenza di provvedimenti, «ho deciso di fare una denuncia ai vigili urbani e alla Soprintendenza viste le troppe violazioni». E la responsabilità, secondo Cosma, è tutta da ascrivere a Oreti per il mancato controllo.

«Resto in maggioranza ma chiedo le sue dimissioni da assessore alla Cultura. Così, non si può andare avanti», le parole stentoree di Cosma.

Oreti? Risponde pan per focaccia, chiedendo «più condivisione» alla maggioranza. «La richiesta di dimissioni? Cosma è un vecchio uomo della politica, lo sa pure lui che la sua è stata una boutade. Da lui mi aspetto propositività che, purtroppo, non ho mai visto in questi due anni. Per governare, abbiamo bisogno della maggioranza. Non vorrei che il consigliere di FdI l’abbia fatto per far parlare di sé ma credo non sia così».

Comunque, le sollecitazioni hanno portato, alla fine, all’apertura di un’istruttoria. «Dalla quale è emerso che il contenuto dei tabelloni – spiega l’assessore – non era quello concordato con il Comune ai tempi dell’amministrazione comunale Romoli. Inoltre, sono state commesse alcune irregolarità amministrative per le quali sono stati dati dieci giorni di tempo ai committenti: un periodo che dovrà servire per risolvere e regolarizzare il tutto. Un’altra considerazione: Gorizia ha visto crescere del 19% le presenze turistiche e ha una grande vivacità culturale. In considerazione di questi successi, gli attacchi mi fanno tristezza. Infinita tristezza».

Sul tema interviene anche il sindaco Rodolfo Ziberna. Che getta acqua sul fuoco. «Oreti non c’entra nulla! Davamo per scontato che i contenuti fossero quelli concordati: invece, da una verifica tecnica, è emerso che i tabelloni erano totalmente diversi da quelli annunciati nel 2012. Poi, abbiamo scoperto che agli uffici non era stata fatta alcuna richiesta di installazione, senza dimenticare che in calce ci sono le pubblicità di alcuni ristoranti. Una situazione che va sanata».

Infine, dice la sua sui tabelloni sulla storia del Novecento anche Luca Urizio, presidente della Lega Nazionale di Gorizia. «Il pannello sulla storia del ’900 esposto ai giardini pubblici ed in piazza Vittoria rappresenta una storia faziosa. Stasi – attacca – parla di imprecisioni mentre l’Anpi parlando di qualche errore e comunque di un risultato frutto di una commissione di esperti fa una topica clamorosa affermando che quanto riportato sul tabellone sia il frutto del gruppo di lavoro composto da diversi schieramenti. Nulla di più falso». –



Riproduzione riservata © Messaggero Veneto