Su Facebook i primi attriti fra gli indagati e le vittime

Fidanzati uccisi a Pordenone, dal profilo anonimo erano fornite informazioni a Teresa sul conto di Trifone. L’identità social è stata utilizzata per qualche settimana, poi è stata cancellata

PORDENONE. I primi attriti fra le due vittime da un lato e gli indagati per il duplice omicidio di via Interna dall’altro, potrebbero essere scaturiti proprio a causa del profilo Facebook misterioso. È l’ipotesi alla quale stanno lavorando gli inquirenti nella ricerca del movente e dei retroscena del delitto.

Subito dopo il trasloco di Trifone Ragone dall’appartamento in via Colombo condiviso con i suoi commilitoni al nido d’amore con la sua fidanzata Teresa Costanza in via Chioggia, dunque a maggio del 2014, sono stati inviati i primi messaggi dal profilo social anonimo (senza un’identità e senza un corredo fotografico).

Messaggi sgraditi alla coppia di fidanzati freddata la sera del 17 marzo di quest’anno nel parcheggio del palasport.

In base alle prime ricostruzioni, i contatti attraverso il profilo social anonimo sono durati soltanto qualche settimana. Poi l’account è stato cancellato. Attraverso il profilo sarebbero state fornite, in particolare, a Teresa Costanza, alcune informazioni, peraltro non richieste, sul conto del suo fidanzato Trifone.

Uno scherzo di pessimo gusto o qualcosa di più? Procura e nucleo investigativo dei carabinieri lavorano su questo fronte, nel tentativo di ricostruire un possibile movente del duplice omicidio.

Sia Giosuè Ruotolo, 26enne militare, indagato per il duplice omicidio quale esecutore, sia la sua fidanzata, la studentessa di giurisprudenza Rosaria Patrone, indagata per le ipotesi di reato di false informazioni ai pm e per istigazione, o in alternativa, favoreggiamento, erano a conoscenza dell’esistenza di tale profilo.

Chi l’ha aperto? Chi l’ha utilizzato? I sospetti degli inquirenti sono caduti sulla giovane coppia di Somma Vesuviana.

L’avvocato Costantino Catapano, legale di fiducia di Rosaria, ha puntualizzato che la sua assistita non avrebbe mai utilizzato tale profilo, ma ne sarebbe, semplicemente, venuta a conoscenza questa estate, dopo l’assassinio dei due fidanzati nel parcheggio.

Le antenne degli investigatori si drizzano durante l’ultima trasferta a Somma Vesuviana, quando per la prima volta le amiche di Rosaria accennano all’esistenza del profilo anonimo.

La fidanzata di Giosuè Ruotolo ne parla per la prima volta durante l’interrogatorio, fornendo una dichiarazione spontanea ai pm titolari dell’inchiesta, Matteo Campagnaro e Pier Umberto Vallerin. Su questo punto, invece, gli inquirenti non sono ancora riusciti a sentire Giosuè Ruotolo, perché quando è stato interrogato tale informazione non era ancora venuta in possesso degli investigatori.

Si sa che la Procura è intenzionata, prima della chiusura delle indagini, ad ascoltare nuovamente il giovane, ma una data non è ancora stata fissata. Le attività investigative proseguono e a gennaio sono attese le integrazioni dei Ris di Parma.

Intanto l’ex coinquilino di Trifone si trova ancora a Somma Vesuviana, al capezzale del nonno malato. La sua licenza è stata prorogata per motivi familiari. Ritornerà a Pordenone, in servizio alla caserma Mittica, all’inizio dell’anno prossimo.

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