Studenti-geologi alla scoperta delle gallerie sotterranee della fortezza

PALMANOVA. Hanno effettuato in questi giorni il primo sopralluogo. Una ventina di studenti del “Laboratorio di acquisizione ed elaborazione Dati geofisici” dell’Università di Trieste sono arrivati venerdì in fortezza per studiare, con l’ausilio di diverse strumentazioni la Palmanova sotterranea.
Le indagini sono svolte con metodologia non invasiva e nel pieno rispetto del contesto storico, ambientale e paesaggistico. La città stellata diventa pertanto oggetto di studio da parte degli universitari che la indagheranno scegliendo proprio le tecniche di acquisizione ed elaborazione dati più appropriate a seconda del luogo e dell’argomento da approfondire.
La presenza degli studenti in città è frutto di una convenzione triennale siglata tra Comune e Università (dipartimento di Matematica e Geoscienze). I giovani (uno di loro utilizzerà i dati raccolti anche per la propria tesi di laurea) hanno lavorato soprattutto nell’area delle fortificazioni di fronte al cimitero cittadino per individuare l’andamento di alcune gallerie presenti nel sottosuolo. Ad accompagnarli il professor Emanuele Forte, docente di geofisica applicata, responsabile del progetto su Palmanova, e il perito edile Pierpaolo Barduzzi.
Gli studenti utilizzeranno il georadar, che è uno strumento che emette delle onde elettromagnetiche ad alta frequenza nel sottosuolo e registra il loro ritorno, mettendo in luce le discontinuità presenti (vuoti, pieni, presenza di acqua) o si avvarranno della tomografia geoelettrica che sfrutta invece i dati forniti dall’immissione nel suolo di corrente elettrica a bassa intensità.
Effettueranno inoltre rilievi fotografici e termografici dall’alto, utilizzando dei droni. Sulle fortificazioni ieri, ad assistere ai lavori degli studenti universitari, sono giunti anche gli speleologi della Commissione grotte “E. Boegan” della Società alpina delle Giulie, sezione Cai di Trieste, che nel 2012 sono stati gli autori di una ricognizione su tutte le gallerie ancora accessibili della fortezza.
Gli studenti hanno raccolto quindi alcune informazioni che ora dovranno rielaborare. I primi risultati emersi hanno evidenziato la verosimile presenza di manufatti quali fossati, gallerie, passaggi sotterranei.
Torneranno nei prossimi giorni per completare il lavoro approfondendolo con altre strumentazioni e allargandolo anche ad altre zone della cinta fortificata.
La convenzione prevede una durata triennale di questo progetto i cui risultati (con foto e rilievi topografici) potranno poi confluire in una pubblicazione, edita dal Comune.
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