Strage di animali nel canale c’è una raccolta di firme

RIVE D’ARCANO. «La comunità si sta mobilitando affinché finisca la mattanza di caprioli ma anche di lepri, cani e gatti. E sui social in 7 giorni sono state raccolte ben 1.500 firme».
A riferirlo il direttore della Riserva di caccia di Rive D’Arcano Marco Viezzi esasperato da una situazione insostenibile e che ieri, con l’ennesimo ritrovamento, ha dimostrato tutta la sua gravità: «Sono dovuti intervenire i vigili del fuoco di Gemona per togliere dal cassone posto in prossimità dello sgrigliatore della centrale idroelettrica di Rodeano Alto il corpo senza vita di un giovane capriolo. Vittima questa volta un animale di circa 25 chilogrammi. Dalle evidenze sul corpo – continua Viezzi – si desume che sia caduto venerdì sera».
Dopo il recupero e l’esame esterno effettuato dal medico veterinario, sentite le Guardie forestali, la carcassa è stata trasferita nel carnaio del Lago di Cornino. «Abbiamo notizia, dopo la segnalazione di un cittadino, di un altro disperso in acqua, ma finora non siamo ancora riusciti a trovarlo. Con quello ritrovato stamattina – prosegue Viezzi – il bilancio di caprioli in acqua è di 5 in una settimana».
Oltre a quello trovato ieri mattina, ci sono i due animali rinvenuti esanimi nei giorni scorsi, uno disperso e uno salvato da una famiglia di Rodeano che è riuscita a ripescare il capriolo ancora vivo.
«Dopo che nei giorni scorsi il Messaggero ha raccontato di questa strage causata dalla mancanza di adeguate recinzioni sui canali – spiega Viezzi – siamo stati contattati dai Comuni di Manzano e Coseano che porranno all’attenzione la questione nei rispettivi consessi quanto prima».
Il problema principale riguarda la mancanza di una recinzione adeguata sui canali Ledra e Giavons. «In questo periodo i caprioli – ha evidenziato Viezzi – si spostano per allargare il proprio territorio. Essendo bravi nuotatori, per loro i corsi d’acqua non costituiscono un ostacolo. Così si tuffano. Il problema sta nel momento in cui le bestiole raggiungono l’argine opposto, in cemento, impossibile da risalire».
Una situazione cui finora ha assistito imponente anche il comune di Rive D’Arcano: «Abbiamo scritto all’ente competente - spiega il sindaco Cristina D'Angelo –, il Consorzio Ledra Tagliamento che non ci ha mai risposto. Da quanto appreso in via ufficiosa vi sarebbe la necessità di ricevere, per realizzare l’opera, un finanziamento regionale. E ora, con il cambio di giunta, ci muoveremo per promuovere questa istanza».
«Finora, per la mancanza di adeguate recinzioni – chiosa Viezzi –, sono finiti in acqua animali ma potrebbe scivolare anche una persona, un bambino».
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