Strade da rifare in montagna Le richieste di chi investe

AMARO
Le infrastrutture fisiche e immateriali sono un asset indispensabile per le aziende, immaginarsi per quelle che vogliono continuare a fare impresa in montagna, dove sono nate. Autotrasporti D’Agaro, da 90 anni in Carnia, lo denuncia quando racconta cosa voglia dire fare gli imprenditori in zona montana. «Comporta maggiori costi», afferma Angelo D’Agaro, che guida la società insieme ai figli Stefano e Angela, e «per rendere strategica l’area servirebbero vie di comunicazioni migliori rispetto alle attuali». Angelo D’Agaro ha l’autotrasporto nel Dna, è il core business dell’azienda e le sue osservazioni non restano generiche, si fanno subito ancor più puntuali. «Ciò che rende a mio avviso poco attrattiva la zona montana sono le strade – segnala –, specialmente in Carnia, a basso tasso di scorrevolezza». Il riferimento ancor più specifico è al tratto «Villa Santina-Sappada», in pratica la porta montana verso il Veneto e l’Alto Adige.
Autotrasporti D’Agaro è stata antesignana nell’uso dei software per la gestione delle flotte e oggi gestisce in tempo reale il controllo dei suoi mezzi, riducendo in tal modo i consumi e quindi l’inquinamento, a favore dell’ambiente e dell’uomo. Due milioni di investimenti per continuare un’attività che non ha avuto flessioni durante la pandemia, in virtù di un processo di diversificazione e di una domanda aumentata anche attraverso l’e-commerce. Tutto nella nuova sede parla del territorio con il quale l’azienda convive da quasi un secolo. Il nuovo quartier generale della società, che vanta una flotta di 44 mezzi ad alto tasso green, è una nuova porta d’ingresso al Carnia Industrial Park e il risultato di 2 milioni di investimenti che si sono trasformati nel pieno della pandemia. Il fatturato 2020 chiude in linea con quello del bilancio 2019 – 5,5 milioni – e con la tenuta dei livelli occupazionali. —
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








