Non accetta la fine della relazione: arrestata per stalking
È successo a Pordenone. Braccialetto elettronico per una trentenne indagata per atti persecutori. Si era introdotta nell’abitazione di un ventenne

Per lui quel rapporto era finito e gliel’aveva fatto capire chiaramente. Lei, invece, ha valicato ogni limite, cercando di entrare nella sua vita con contatti continui, appostamenti, tentativi di incontro. Arrivando a entrare in casa sua. A lui non è rimasto che chiedere aiuto: lei è stata arrestata con l’accusa di stalking e ora, in attesa dell’esito delle indagini, dovrà indossare il braccialetto elettronico.
Una vicenda, quella avvenuta nei giorni scorsi a Pordenone, che vede suo malgrado protagonista un ragazzo di 20 anni. Nei suoi confronti una donna di circa 30 anni ha iniziato una serie di comportamenti sempre più opprimenti, che secondo gli inquirenti sono inquadrabili in condotte persecutorie. Stalking: un reato che il legislatore, consapevole della profonda sofferenza che questi comportamenti provocano nella vittima, ha voluto rendere un reato autonomo, dotando gli inquirenti di strumenti specifici per fermarne l’escalation. In questo caso, arrivando ad arrestare l’autrice di questi comportamenti. Ad operare l’arresto sono state le Volanti della Polizia di Stato.
La vittima, secondo quando ricostruito dagli inquirenti, era oggetto da tempo di comportamenti ossessivi, contatti continui e non richiesti, appostamenti e tentativi insistenti di incontro, nonostante la chiara e ripetuta volontà di interrompere ogni rapporto.
Tali condotte avevano determinato nella vittima un perdurante stato di ansia e paura, incidendo in modo significativo sulle sue abitudini di vita e sul senso di sicurezza personale. Una sensazione che accomuna le vittime di stalking, siano esse donne o uomini. L’episodio culminante si è verificato quando la donna, spinta da un comportamento sempre più invadente, si è introdotta arbitrariamente all’interno dell’abitazione della vittima, superando i limiti imposti e dando luogo a una situazione di immediato pericolo.
A seguito della richiesta di aiuto e all’intervento rapido degli operatori delle Volanti, la donna è stata sorpresa all’interno dell’abitazione.
Gli accertamenti svolti sul posto hanno consentito di riscontrare la reiterazione delle condotte persecutorie e la loro attualità, elementi che hanno permesso di procedere all’arresto in flagranza di reato per il reato di atti persecutori. La donna è stata sottoposta all’interrogatorio di garanzia di fronte al gip del Tribunale di Pordenone, avvalendosi della facoltà di non rispondere.
In questa fase di indagine, che servirà a chiarire le effettive accuse a suo carico, la donna si è affidata all’avvocato Lorenzo Marzona. Nel frattempo il gip ha deciso che dovrà indossare il braccialetto elettronico.
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