Stalking ai vicini, condannato a un anno

CASARSA. Una storia di rapporti tesi tra vicini di casa residenti nello stesso stabile a Casarsa è sfociata in un procedimento penale che si è concluso davanti al Tribunale monocratico di Pordenone con una condanna per stalking.
All’imputato, Remo Mortelli, è stato inflitto dal giudice Licia Consuelo Marino un anno di reclusione (pena sospesa con la condizionale) e l’uomo, difeso dall’avvocato Lorenzo Marzona, è stato condannato anche al risarcimento danni e al pagamento di una provvisionale di 5 mila euro alle parti civili, che si erano costituite in giudizio con l’avvocato Antonino Di Pietro.
L’imputato, all’epoca dei presunti atti persecutori oggetto della denuncia e che risalgono al 2010, risiedeva nell’abitazione al piano di sopra rispetto a quella dei vicini che poi si erano rivolti all’autorità giudiziaria ritenendo di aver subìto una vera e propria forma di stalking. Si trattava di urla, grida, minacce pedinamenti secondo la ricostruzione dell’avvocato di parte civile Di Pietro.
Una serie di comportamenti che pubblico ministero e giudice hanno ritenuto rientranti nella fattispecie dello stalking. Da qui la condanna a un anno. Il pm aveva chiesto una pena inferiore rispetto a quella che è risultata poi la condanna, ovvero 6 mesi.
Non sono stati provati pedinamenti secondo la ricostruzione dell’avvocato difensore Marzona: per il legale si era tratto comunque di episodi che rientrano nelle dinamiche all’insegna della litigiosità che possono caratterizzare i rapporti di vicinato e non di atti persecutori tali da configurare lo stalking.
Il difensore è riuscito ad ottenere una consistente riduzione della cifra da pagare per quanto riguarda la provvisionale: inizialmente la richiesta formulata era di 20 mila euro.
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