Sprecopoli, milioni per opere “fantasma”

FORNI DI SOTTO. La Zumba combina musica latino-americana e internazionale con un metodo di allenamento efficace e divertente.
A Forni di Sotto la Zumba, grazie all’iniziativa del’assessore Gladis Corradazzi, si balla nel Centro anziani, inaugurato più di un anno fa a ridosso delle elezioni amministrativa - tutto quanto fa voti - e in attesa di onorare la sua mission vocata al welfare.
«Quando aprirà? Non saprei», afferma candida la Gladis. Che si ripromette un nuovo corso di Zumba per settembre. Ma forse dovrà cambiare sede.
«Aspettiamo soltanto la convenzione con l’Ass 3. Ieri è arrivata la nuova cucina. Siamo stati premiati come edificio a impatto zero, dotato di geotermia e fotovoltaico e quindi a costi energetico zero per il Comune. Ripeto che a breve aprirà», la corregge infatti il sindaco, Marco Lenna, smentendo così l’incertezza dell’assessore alla Cultura.
La quale però, non può essere bene informata giacché, come i suoi colleghi assessori, non ha delega alcuna pur percependo l’indennità. Sì, a Forni di Sotto, il paesino di 609 anime che sogna in grande e che si dota di “cattedrali” tutte ancora in rampa di lancio, il sindaco è davvero plenipotenziario.
La minoranza, per sottolineare il suo piglio autoritario da uomo solo al comando, lo ha ribattezzato “Credere obbedire combattere”.
«Nemmeno la scorsa legislatura - aggiunge convinto Lenna - ho distribuito le deleghe. Perché? Semplicemente perché a fronte di una minoranza che si affida a denunce e lettere anonime, preferisco assumermi io tutte le responsabilità e non scaricarle sui mie collaboratori che fanno volontariato». Chapeu!
Dunque, il sindaco assicura che dopo 15 mesi il Centro anziani, costato circa 1 milione e sperando che incontri i i desiderata della riforma sanitaria, sarà «aperto a brevissimo». Ma nessuno in paese sa altro.
«Speriamo», è il coro unanime. E la speranza non difetta di certo al sindaco. Cui piace, appunto, sognare in grande grazie. E ha sognato in grande quando ha voluto fosse realizzato il nuovo campo sportivo - chiamato “Friulino”, in ossequio all’architettura del padre nobile - che sarebbe dovuto servire anche per il ritiro dell’Udinese.
«Siamo in trattative - assicura - con il Pordenone calcio e con la Primavera del’Udinese. Auguri d’obbligo per giustificare il fatto che quel campo sportivo è stato realizzato grazie a un contributo - auspice il senatore fratello del sindaco - del governo cui si sono aggiunte altre centinaia di migliaia di euro per la messa in sicurezza della fiancata del monte (progettista lo stesso ex senatore) e per la realizzazione di un campo di sfogo resosi necessario, dicono, per sistemare degli inerti provenienti da lavori pubblici.
«Un capriccio - assicura la minoranza, visto che l’altro campo era sufficiente». «Dipende da come si pensare le cose - ribatte ancora il primo cittadino -; se ci si accontenta dell’attuale squadra di calcio vada, se invece pensiamo a un polo turistico...». Già, sognare non guasta.
E nel piazzale antistante il campo sportivo “Friulino” c’è uno dei tre stalli per il “ricovero” delle quindici biciclette comunali. Spesa complessiva di circa 140 mila euro. Ieri, lo stallo dello stadio ospitava una sola biciclette, ma non di quelle comunali. Che fine hanno fatto le altre? La domanda cade nel vuoto.
Ma le sorprese a Forni di Sotto non finisco qui. L’amministrazione comunale ha appena fatto posizionare un’antenna telefonica a poca distanza dal cimitero. In realtà, era stata prevista all’entrata del cimitero medesimo, ma la gente si è ribellata.
Morale: dei 7mila euro per 9 anni più altri 6 previsti a contratto si dovranno sottrarre però i 43 mila euro che il Comune dovrà sborsare per fare fronte ai lavori di spostamento dell’antenna. Si il sindaco si fosse consultato preventivamente con la gente del posto forse l’autogol lo avrebbe evitato.
E che dire poi della Foresteria albergo, struttura donata dal Parco delle Dolomiti dopo che il Comune aveva messo a disposizione il terreno? Il valore è di poco superiore al milione. Al quale si sono aggiunti 200 mila euro per il lavori dell’arredo (incarico professionale allo studio dove lavora il padre del sindaco).
L’edificio incombe in bella vista, ma è evidente che soffre di solitudine da quando è stato inaugurato nel 2011. Sempre il sindaco Lenna assicura che ha già ospitato una squadra di nuoto. E che altre prospettive sono alle viste.
La foresteria albergo può ospitare soltanto gruppi sportivi che partecipano a determinate manifestazioni.
Questo - mandano a dire dall’Albergo diffuso delle Dolomiti - per altri 6 anni come previsto dalla convenzione. L’unico dato certo, insomma, è che finora la struttura (progettata sempre dall’architetto Lenna) in tre anni ha ospitato una ventina di persone. Una diseconomia che l’amministrazione comunale dovrà giocoforza colmare per giustificare la presenza dell’edificio.
C’è poi l’ex palazzo municipale, la cui ristrutturazione costa 120 mila euro: ospiterà la reception dell’albergo diffuso (ma forse basterebbe il WiFi per mettere in contatto turisti e affittuari), mentre al piano superiore è previsto un centro benessere con tanto di sauna. Non si sa mai.
Infine, i lavori del secondo lotto per la realizzazione del Centro soggiorno sociale (importo totale circa 2,6 milioni) sono fermi in attesa di un disco verde dell’ufficio tecnico. «Sì - conferma il sindaco – serve qualche modifica – poi i lavori proseguiranno».
E la nuova struttura diventerà un altro contenitore. Nella speranza che venga utilizzata più e meglio della foresteria. L’importante è sognare con i soldi pubblici.
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