Spiavano i vip, tutto prescritto

Violati i segreti patrimoniali di Prodi, Gattuso, Ventura e Santuz. Ora la Corte dei conti ipotizza danni per 582 mila euro
Il centrocampista della nazionale, Gennaro Gattuso, durante la conferenza stampa di oggi nella sede di Casa Azzurri a Centurion (Sudafrica). Dopo Fabio Cannavaro, un altro big azzurro annuncia l'addio alla nazionale al termine del Mondiale. E' Rino Gattuso che osserva: ''Ho 33 anni, anche per il ruolo che interpreto e' giusto dare spazio per il futuro a chi avra' piu' benzina. Poi, il mio sogno e' un giorno fare un Mondiale da ct azzurro''. ANSA/CIRO FUSCO
Il centrocampista della nazionale, Gennaro Gattuso, durante la conferenza stampa di oggi nella sede di Casa Azzurri a Centurion (Sudafrica). Dopo Fabio Cannavaro, un altro big azzurro annuncia l'addio alla nazionale al termine del Mondiale. E' Rino Gattuso che osserva: ''Ho 33 anni, anche per il ruolo che interpreto e' giusto dare spazio per il futuro a chi avra' piu' benzina. Poi, il mio sogno e' un giorno fare un Mondiale da ct azzurro''. ANSA/CIRO FUSCO

UDINE. A otto anni dal suo avvio si è chiuso con un non luogo a procedere per prescrizione dei termini il processo che ipotizzava reati di peculato, corruzione, concussione e rivelazione di segreti d’ufficio a carico di un ex dipendente dell’Agenzia delle entrate. A suscitare scalpore nell’ambito della vicenda fu poi il clamoroso risvolto dell’attività di “spionaggio” nei confronti dei vip.

Nel gruppo delle persone spiate attraverso l’Anagrafe tributaria dell’Agenzia delle Entrate di Udine finirono la presentatrice Simona Ventura, l’allora presidente del consiglio Romano Prodi, Vittorio Emanuele di Savoia, Luciano Moggi, Gennaro Gattuso, fino a Giorgio Santuz, tanto per citare alcuni. Nel luglio 2006 oltre 600 interrogazioni dall’anagrafe tributaria vennero effettuate da un gruppo di stagisti, di cui sei minori, in relazione a personaggi politici e del mondo dello spettacolo, quando non vicini di casa, insegnanti e amici. Le chiavi d’accesso furono fornite loro da due dipendenti dell’Agenzia delle Entrate.

Lo scandalo

Il procedimento si è chiuso ieri con un non luogo a procedere per intervenuti termini di prescrizione nei confronti di tutti gli imputati. A finire a giudizio sono stati Giorgio Lorigiola 63 anni di Povoletto difeso dall’avvocato Rino Battocletti, Barbara Zanini, udinese di 44 anni difesa dagli avvocati Raffaele Conte e Luciana Candriella Cadetto, Ezio Paesani , udinese di 55 anni (avvocato Aldo Scalettaris) e Italo Ermacora 72 anni di Tavagnacco (avvocato Nunzia Barra).

A pronunciare la sentenza sono stati i giudici del tribunale di Udine riuniti in composizione collegiale (presidente Carla Missera a latere Emanuele Carlisi e Laura Alcaro) dopo che già il pm Claudia Danelon si era espressa in questo senso. Tutti i difensori si sono associati alle sue richieste tranne l’avvocato Conte. «Dall’istruttoria espletata sono emersi elementi per poter assolvere la Zanini» ha dichiarato riferendosi alla propria assistita.

Le pratiche da “sistemare”

Figura chiave nell’intera vicenda quella di Lorigiola al quale erano stati contestati reati di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio. I primi fatti risalgono al 2003. In qualità di incaricato del pubblico servizio avrebbe intascato 1.500 euro da un contribuente per definire favorevolmente una pratica riguardante l’escussione di una somma dovuta allo Stato visto che erano venuti meno i presupposti di legge per le agevolazioni fiscali sull’acquisto della prima casa. Nei confronti di Lorigiola venivano contestati anche due episodi di tentata concussione per soldi chiesti ai contribuenti per chiudere una questione in relazione ad accertamenti. Fra le altre ipotesi di accusa quella di peculato per l’utilizzo dei sistemi informatici e delle banche dati di Anagrafe tributaria, Catasto, Agenzia delle entrate per fini privati.

Fra il 2004 e il 2006 sarebbero state effettuate 8.276 interrogazioni di cui 305 per pratiche private. Fra le altre accuse quella di rifiuto di atti di ufficio visto che 162 pratiche non sarebbero state istruite. Infine l’accusa di peculato, poichè secondo l’accusa, Lorigiola avrebbe utilizzato sistemi informatici e banche dati degli stessi uffici per attività professionali di tipo privato. In relazione a questi fatti la Corte dei conti ha avviato un procedimento a carico di Lorigiola per un ammontare di 582.880 euro. Il procedimento è stato sospeso in attesa della sentenza in sede penale. E ora dovrà riprendere.

I segreti rivelati

Alla Zanini veniva contestata la rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio attraverso quasi 300 accessi effettuati nei confronti di personaggi famosi e conoscenti e di abuso d’ufficio. Infine Paesani ed Ermacora, pure dipendenti dell’azienda, secondo l’accusa, avrebbero fornito le chiavi d’accesso agli stagisti per questo veniva loro contestato il reato di rivelazione e utilizzazione segreti d’ufficio.

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