Spaccia per suoi i figli di altri, denunciato

UDINE. Ha detto una bugia all’agente dello sportello stranieri della questura per riuscire a farsi rinnovare il permesso di soggiorno più facilmente. Per questo motivo un senagalese di 41 anni è stato denunciato a piede libero per l’ipotesi di falsità ideologica commessa da un privato in un atto pubblico. In pratica l’uomo ha indicato al poliziotto due bambini che erano presenti nella sala d’aspetto, ma che in realtà non erano suoi.
Ecco come si sono svolti i fatti alcune settimane fa, a fine agosto (ma gli accertamenti sulla famiglia sono terminati solo in questi giorni). Ad un certo punto, durante l’orario di apertura al pubblico, l’agente addetto allo sportello stranieri di rivolge a una donna con due bambini, pensando che sia giunto il suo turno. «No...faccio prima io, ho fretta, devo andare a lavorare» si inserisce all’improvviso un altro straniero che era seduto vicino alla donna. Quest’ultima acconsente e così l’uomo, che come detto è di origine senegalese, si avvicina allo sportello e presenta i documenti necessari per il rinnovo del permesso di soggiorno.
La legge italiana prevede che, nel caso in cui lo straniero abbia figli, i minorenni siano presenti allo sportello per poter essere riconosciuti dal pubblico ufficiale che riceve le loro fotografie. In base a tale regola, l’agente ha chiesto al senegalese dove fossero i suoi figli e si è visto indicare i due bambini della donna a cui era passato davanti.
Pensando che i 4 formassero una famiglia, l’agente ha avviato la procedura di rinnovo seguendo la prassi. Ma pochi minuti più tardi, quando è arrivato il turno della donna con i due bambini, è emersa la verità. I piccoli non erano affatto figli del senegalese e lei, una colombiana, mnon era sua moglie. I due non avevano nulla a che fare. Semplicemente il senegalese aveva detto una bugia perchè uno dei suoi figli, in verità, si trovava dalla nonna, in Senegal.
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