"Sono io il bambino salvato il 6 maggio"

La rivelazione di Patrizio Sturma, intervenuto alla presentazione del libro sull’ospedale militare all’auditorium di Gemona

GEMONA. «Mio fratello mi ha mandato un messaggio e mi ha scritto che ero sulla prima pagina del giornale». Il mistero del bambino, quello apparso nella fotografia scattata nel 1976 all’ospedale militare di Udine e pubblicata ieri sulla prima pagina del Messaggero Veneto, pare essere stato svelato: si tratta di Patrizio Sturma, oggi 45enne e residente a Lusevera, lo stesso paese in cui, già ai tempi del terremoto, viveva con la sua famiglia.

Nel corso della presentazione del libro “Ospedale militare di Udine. Storia e memoria di un’istituzione” (Aviani & Aviani Editore) di Elpidio Ellero e Paolo Strazzolini, ha raggiunto l’auditorium San Michele a Gemona e ha raccontato la sua storia.

«Nel 1976 – ha esordito – ero nella mia casa con la mia famiglia in borgo Micottis quando è arrivata la prima scossa: mio papà mi ha portato fuori e mi ha appoggiato accanto a un muro. Purtroppo – ha aggiunto –, quando è arrivata la seconda scossa quel muro mi è caduto addosso e mi ha fratturato una gamba».

Patrizio Sturma ha raccontato nei particolari la sua storia, ricordando il lungo tragitto attraverso la strada per Claminis perché quella verso Tarcento era impraticabile, quindi l’arrivo dei militari che lo portarono all’ospedale militare di Udine dove prima lo sistemarono all’interno di una tenda e, appena si liberarono i posti nel reparto dell’ospedale, fu ricoverato. «I militari mi adottarono - ha spiegato Sturma -, e in particolare ricordo il Colonnello Marcelllo De Maglio (in seguito diventato direttore dell’ospedale militare di Udine) che mi tenne nella sua casa per un periodo: ci fecero tante foto in quei giorni. In seguito, nei mesi estivi fui mandato in una colonia a Jesolo dove c’erano tante persone che non parlavano la mia lingua e io chiamavo sempre i miei genitori. Allora avevo 6 anni».

Il mistero del bambino sopravvissuto al sisma

Sono state diverse le persone che ieri si sono riconosciute in qualche modo in quella foto finita in prima pagina e che hanno contattato tanto la redazione del giornale quanto gli autori del libro, ma quella di Patrizio Sturma è la storia che più si avvicinata ai dati raccolti durante la stesura del libro di Ellero e Strazzolini.

«Quando Patrizio mi ha chiamato - ha ammesso quest’ultimo - gli ho rivolto alcune domande e ho appurato che molte cose combaciavano. In particolare, il fatto che ha un soffio al cuore così come era scritto dietro la fotografia che riportava “bambino cardiopatico e con una frattura”. Inoltre era stato ricoverato nel reparto donne, dove si tendeva a portare i bambini in quel momento. Insomma – ha fatto il punto Strazzolini – tornava tutto». Alla fine il rebus è stato risolto.

«Siamo contenti - ha affermato l’assessore Marina Londero - di aver contribuito, ospitando la presentazione del libro di Ellero e Strazzolini, al chiarimento di questa storia».

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