Il mistero del bambino sopravvissuto al sisma

Lo cercano gli autori di un libro sull'ospedale militare di Udine

GEMONA. Il mistero della foto con un bambino ritrovata negli archivi dell’ex ospedale militare di Udine. La storia è collegata direttamente alle vicende del terremoto del 1976 ma è emersa quasi casualmente nel corso della scrittura di un libro che sarà presentato stasera alle 20.30 nell’auditorium San Michele: si tratta del volume “Ospedale militare di Udine. Storia e memoria di un’istituzione” (Aviani & Aviani Editore) di Elpidio Ellero e Paolo Strazzolini, i due autori che stasera saranno presenti a Gemona.

Con la stesura di questo libro, Strazzolini ed Ellero hanno voluto raccogliere dati per lasciare una testimonianza concreta di un’istituzione importante come l’ospedale militare di Udine, che è stato chiuso definitivamente nel 2006, ma durante la raccolta dei dati, che li ha portati fino a Padova dove oggi sono custoditi gli archivi di quella struttura sanitaria, il loro percorso li ha condotti di fronte a un piccolo mistero collegato al terremoto del 1976, e che ora si sta cercando di svelare.

«Mentre stavamo facendo le nostre ricerche a Padova – spiega Paolo Strazzolini, che nella vita fa il docente di chimica all’Università di Udine – abbiamo trovato un cartolario intitolato “Sisma del 1976” che conteneva una dozzina di foto riguardanti gli sfollati del terremoto che in quell’estate del ’76 erano stati accolti all’ospedale militare di Udine. Fra queste foto ce n’era una con un bambino che veniva curato. Ancora, non è stato possibili risalire alla sua identità».

Dunque, chi è quel bambino? Nella foto, lo si può vedere accanto al dottor Flavio Aschettino, allora direttore dell'ospedale militare. Pare abbia una gamba ingessata e la presenza di un uovo appeso al letto fa pensare che sia stata scattata durante il periodo pasquale. Quel bambino, che oggi avrà forse poco più di quarant’anni, potrebbe essere un gemonese oppure proveniente da uno dei Comuni colpiti duramente dal terremoto. «Il cartolario che abbiamo scoperto – racconta Strazzolini – conteneva solo foto di quel periodo. Nei momenti immediatamente successivi al terribile sisma in Friuli, l’ospedale militare di Udine si trovò in prima linea e, con uomini e mezzi allo spasmo, contribuì in modo decisivo ad alleviare la pena delle genti friulane, concludendo così vittoriosamente la sua ultima battaglia.

Le foto ritrovate sono una dozzina: in alcune di esse, il collega Ellero ha anche riconosciuto le persone, ma ancora non abbiamo identificato quel bambino».

Stasera all’auditorium San Michele si racconterà la storia della struttura sanitaria militare, dalle origini nell’epoca napoleonica fino al terremoto friulano. E se qualcuno si riconoscerà nella foto, il mistero sarà risolto.

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