Sono già liberi i responsabili della razzia nel cimitero a Udine FOTO - VIDEO

Il "seguito" della brillante operazione dei carabinieri che avevano intercettato la banda. Disposto il divieto di dimora in regione nei confronti dei tre romeni
Udine-San Giovanni al Natisone 24 Gennaio 2014 conf sta cc recupero statue Copyght Petrussi Foto TURCO
Udine-San Giovanni al Natisone 24 Gennaio 2014 conf sta cc recupero statue Copyght Petrussi Foto TURCO

UDINE. Giovedì sono stati presi. Ieri sono tornati in libertà. Dovranno andarsene dal Friuli Venezia Giulia e non potranno più rimettervi piede Ioan Emile Manole, 25 anni, Florin Adrian Coloji 26 anni e Ilie Darius Muntean 21 anni.

Sono questi i nomi dei tre ragazzi, tutti di nazionalità romena, arrestati all’alba di giovedì, quindi trasferiti nel carcere di via Spalato con l’accusa di aver fatto razzia nel cimitero di Paderno, saccheggiando una cinquantina di tombe e fuggendo a bordo di un furgone carico di statue, crocifissi, sculture e vasi per un valore che, stando a una prima stima, supera i 100 mila euro. Materiale destinato ad essere trasferito in Romania, quindi venduto per essere fuso.

Udienza in carcere

Nella tarda mattinata di ieri per i tre ragazzi c’è stata l’udienza di convalida nel carcere di via Spalato in presenza del giudice per le indagini preliminari Roberto Venditti che ha convalidato l’arresto e, accogliendo le istanze del pubblico ministero Marco Panzeri, ha disposto nei loro confronti il divieto di dimora in regione.

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Significa che pur essendo liberi dovranno lasciare la nostra regione e non vi potranno più tornare.

Una volta firmata e notificata, l’ordinanza del giudice i tre ragazzi, difesi dall’avvocato d’ufficio Anna Serafini, sono stati rimessi in libertà. «A influire positivamente sulla definizione della misura – ha osservato l’avvocato Serafini che li ha rappresentati nel corso dell’udienza – può aver influito la loro giovane età e il fatto che erano incensurati». Tutti e tre i ragazzi, infatti, non hanno precedenti penali.

Le accuse

I tre ragazzi devono rispondere delle accuse di furto aggravato in concorso e di vilipendio. Tutti i reati contestati, comunque, sono relativi al furto messo a segno all’alba di giovedì nel cimitero di Paderno.

 

Al momento, infatti, non esistono elementi che possano ricollegarli al raid del 13 gennaio, sempre nello stesso camposanto e men che meno a quelli precedenti, le indagini degli inquirenti sui furti nei cimiteri, comunque, sono tuttora in corso e potrebbero quindi esserci ulteriori sviluppi.

Il bottino

In un colpo solo, comunque, i ragazzi avevano messo le mani su un bottino da oltre 100 mila euro. Prevalentemente oggetti in bronzo. Tanto valevano i 98 pezzi che erano stati caricati sul furgone all’interno del quale sono stati trovati anche arnesi da scasso, piedi di porco, funi, cacciaviti e chiavi speciali per sganciare i bulloni. A illustrare nel dettaglio la composizione della refurtiva è stato il comandante della stazione dei carabinieri di Palmanova Antonio Tomaiuolo.

La perquisizione a bordo del furgone rosso sospetto, un Citroen Jumper con targa romena che è stato posto sotto sequestro, ha permesso ai carabinieri di San Giovanni al Natisone, coordinati dal comandante Francesco Greco, di ritrovare 31 statue di grandi dimensioni, altre 16 più piccole, quattro crocifissi di medie dimensioni e tre bassorilievi, tutto materiale in bronzo, cui vanno aggiunti altri 44 vasi sia in rame sia in bronzo.

L’operazione

Il blitz era scattato verso le 3.30 di giovedì nell’ambito di un servizio di controllo del territorio già predisposto sul territorio, mirato a contrastare il fenomeno dei furti in orario notturno. È in quel contesto che i carabinieri, organizzato un posto di blocco lungo la statale 56 all’altezza del distributore Esso, si sono insospettiti all’arrivo di un furgone che procedeva a bassa velocità e sembrava particolarmente carico. Quindi l’hanno fermato.

Scattato il controllo con l’ausilio di una pattuglia dell’aliquota radiomobile della compagnia di Palmanova, i tre ragazzi sono stati fermati e accompagnati alla stazione dei carabinieri di San Giovanni al Natisone dove, previa comunicazione al magistrato della Procura della Repubblica Marco Panzeri, sono stati arrestati.

L’arresto

Una volta esperiti gli accertamenti in collaborazione con il Nucleo operativo e radiomobile dei carabinieri di Udine è stato possibile verificare che tutti gli oggetti sacri ritrovati erano stati asportati poco prima dal cimitero di Paderno. Quindi per il terzetto sono scattate le manette.

In questi giorni stanno arrivando alle stazioni dei carabinieri decine di denunce. Occorrerà qualche tempo per stilare un bilancio completo dei beni che sono stati rubati.

I militari dell’Arma invitano tutti coloro che fossero rimasti vittima di un furto in cimitero a presentare denuncia al comando provinciale di viale Trieste o nelle sedi dei carabinieri del proprio comune di residenza.

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