Soffocati da tasse e burocrazia «Ci trasferiamo in Austria»

Maniago, la “minaccia” è emersa nel corso dell’assemblea mandamentale dell’Ascom Lanciato un appello alla politica affinché si faccia promotrice di azioni per salvare il settore

MANIAGO. Minacciano il trasferimento in Austria perché tasse e burocrazia stanno mettendo in ginocchio le loro attività. A essere in fuga non sono soltanto i titolari di grandi imprese, ma anche i commercianti di Maniago. Lo sfogo di alcuni di loro, stufi di pagare tanto e guadagnare poco, è arrivato nell’assemblea mandamentale dell’Ascom. «Quello che dichiaro di utile serve per pagare mutuo e tasse. Il risultato? In tasca non resta nulla – ha lamentato Stefano Giordani, titolare dell’omonima gelateria ubicata in via Umberto I –. Lavorare tanto non mi spaventa: il problema è che se paghi le tasse regolarmente hai bisogno delle banche. Non è concepibile che si debbano accendere mutui per tenere in vita un’attività. Se le cose non cambiano, mi trasferisco in Austria». Una situazione preoccupante: alcuni esercenti maniaghesi hanno lamentato il fatto che il proprio stipendio è inferiore a quello dei dipendenti e altri sono stati costretti a dimezzare il personale. I commercianti inoltre non hanno le risorse per pagarsi i corsi di formazione e aggiornamento, tra l’altro costosi, e sono esasperati dalla burocrazia.

«Per un’attività di 34 metri quadrati bisogna fare tanti corsi e compilare scartoffie – ha rilevato Giordani –. L’Ascom deve eliminare questi corsi e non continuare a proporli». Altro problema la Tares. «Se dovrò pagare il triplo, come è capitato in altri comuni, non farò più la differenziata – è la provocazione di qualche commerciante –. Lascerò i rifiuti sulla strada: con simili costi da sostenere, può farsi carico qualcun altro di suddividere i rifiuti». Così non si può andare avanti: questa la convinzione dei commercianti, che hanno lanciato un appello alla politica, anche locale, affinché si faccia promotrice di iniziative concrete, che portino a una reale risoluzione dei problemi, altrimenti anche Maniago rischierà di diventare una città fantasma. Agevolazioni fiscali, incentivi e assenza di studi di settore sono solamente alcuni dei vantaggi di cui gli imprenditori potrebbero beneficiare trasferendo la propria attività, per esempio, in Austria. Di questo, secondo gli esercenti, deve tenere conto la politica per un piano di rilancio.

«Non anneghiamo nella negatività, ma cerchiamo di uscire dall’individualismo e fare sistema», è l’appello del presidente dell’Ascom Flavio Rosolen. A fargli eco l’assessore al commercio Cristina Querin, che ha rimarcato l’importanza di fare squadra e dialogare anche con l’amministrazione comunale, portando avanti in maniera proficua quel percorso di confronto con categorie e cittadini che l’esecutivo Carli ha avviato. Quanto alla Tares, Querin ha spiegato che, stando alle prime proiezioni, non dovrebbero esserci grossi cambiamenti rispetto alle spese sostenute sinora.

Giulia Sacchi

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