Soccorso nel vuoto per oltre 100 metri: esercitazione dei vigili del fuoco alla diga di Sauris
Dodici operatori Saf avanzato hanno simulato il recupero di una persona ferita dal fondo del canyon del Lumiei. Una prova ad alta complessità tecnica, con barella, palo pescante e un sistema a tripode per superare la struttura aggettante della diga

Un recupero nel vuoto, per oltre cento metri, dalla base della diga fino al piano stradale. È lo scenario simulato nei giorni scorsi alla diga del lago di Sauris, in provincia di Udine, durante un'esercitazione del Nucleo Saf avanzato dei vigili del fuoco del Friuli Venezia Giulia.
L'attività ha permesso di mettere alla prova tecniche e procedure di soccorso in uno degli scenari più complessi per gli operatori specializzati nel soccorso speleo, alpino e fluviale.
All'esercitazione hanno partecipato 12 operatori provenienti dai comandi dei Vigili del Fuoco di Udine, Pordenone, Trieste e Gorizia.
La vittima simulata sul greto del Lumiei
Lo scenario prevedeva una persona in difficoltà alla base della diga, sul greto del torrente Lumiei, in una zona caratterizzata da una forte complessità ambientale e da notevoli difficoltà di accesso.
La prima fase dell'esercitazione ha visto tre operatori scendere fino al fondo del canyon.
Il loro compito era raggiungere la vittima, metterla in sicurezza e imbarellarla, preparandola quindi al successivo recupero verso l'alto.
Contemporaneamente, una seconda squadra operava dalla diga.
Il sistema di recupero dal primo ballatoio
Dal primo ballatoio della diga, situato a circa 40 metri di altezza, i vigili del fuoco hanno predisposto un sistema di recupero attraverso un palo pescante.
Una configurazione tecnica necessaria per consentire la movimentazione della barella e superare le caratteristiche della struttura, garantendo agli operatori il controllo durante le diverse fasi del recupero.
La prova ha richiesto un coordinamento preciso tra le squadre impegnate sul fondo del canyon e quelle operative sulla diga.
La seconda fase: il recupero dalla sommità
La parte più impegnativa dell'esercitazione è arrivata nella seconda fase.
Una volta trasferita la vittima, questa è stata presa in carico da un sistema di recupero a tripode, predisposto sulla sommità della diga.
Da quel punto è iniziata la risalita della barella.
Il recupero si è sviluppato per oltre 100 metri completamente nel vuoto, fino al raggiungimento del piano stradale.
A rendere particolarmente complessa la manovra è stata la conformazione aggettante della diga, che ha imposto agli operatori di gestire con particolare attenzione il posizionamento e la movimentazione del sistema di recupero.
Tecniche e procedure messe alla prova
L'esercitazione ha avuto l'obiettivo di verificare sul campo le capacità operative degli specialisti SAF Avanzati e di affinare tecniche e procedure da utilizzare in caso di interventi reali.
Uno scenario come quello della diga di Sauris richiede infatti un elevato livello di preparazione, coordinamento e conoscenza delle attrezzature, soprattutto quando l'intervento deve essere effettuato in quota e con un recupero verticale di notevole sviluppo.
La simulazione ha consentito agli operatori di lavorare su un contesto particolarmente realistico, mettendo alla prova le procedure di recupero e la collaborazione tra le diverse squadre.
La collaborazione con la società che gestisce la diga
L'esercitazione è stata resa possibile anche grazie alla collaborazione della società che gestisce l'impianto.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto ad Andrea Forgiarini, responsabile Area Idro Civile, e ad Alberto Maccioni, responsabile degli Impianti del Friuli Venezia Giulia, per la disponibilità dimostrata nell'organizzazione dell'attività.
Per la società, la prova ha rappresentato anche un'importante occasione per verificare concretamente la fattibilità di interventi di soccorso complessi a favore dei propri dipendenti che dovessero trovarsi in una situazione di emergenza all'interno degli impianti.
Nuove esercitazioni in Friuli Venezia Giulia
La collaborazione proseguirà con ulteriori attività addestrative.
Sono infatti previste nuove esercitazioni sia alla diga di Sauris sia in altri impianti gestiti dalla società sul territorio regionale.
L'obiettivo sarà quello di approfondire le procedure di intervento negli scenari specifici degli impianti, testare le modalità di soccorso e migliorare ulteriormente la capacità di risposta in caso di emergenza.
Un'attività che, oltre all'addestramento dei Vigili del Fuoco, punta quindi a costruire una conoscenza reciproca degli impianti e delle loro caratteristiche, elemento fondamentale quando un intervento reale richiede rapidità, precisione e coordinamento.
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