Slavina su una pista di sci:fortunatamente era deserta
Una slavina con un fronte di circa cento metri si è staccata ieri, poco dopo le 11, da un pendio del monte Florianca, a Tarvisio, invadendo parte della sottostante pista A del Priesnig. Fortunatamente nessuno sciatore è rimasto coinvolto, ma non sono mancati momenti di apprensione. Inizialmente, infatti, c’era la preoccupazione che la valanga avesse investito qualcuno.

TARVISIO.
Una slavina con un fronte di circa cento metri, si è staccata ieri poco dopo le 11 da un pendio del monte Florianca, a Tarvisio, invadendo parte della sottostante pista A “del Priesnig”. Fortunatamente nessuno sciatore è rimasto coinvolto, ma non sono mancati momenti di apprensione. Inizialmente infatti, c’era la preoccupazione che la valanga avesse investito qualche sciatore in transito. Per questo motivo sono state fatte intervenire subito alcune squadre cinofile specializzate nella ricerca di persone travolte da valanghe e slavine.
Sul posto i volontari del Corpo nazionale soccorso alpino della stazione di Cave del Predil, gli uomini del soccorso alpino della Guardia di Finanza di Sella Nevea, i poliziotti sciatori qualificati nel soccorso in pista, i carabinieri, i forestali regionali, il personale di Aineva e i tecnici di Promotur. A supporto anche un elicottero della Protezione civile regionale e, da Udine pronto ad intervenire in caso di necessità, l’elisoccorso del 118.
Come ha spiegato Marco Paruzzi, responsabile della squadra di poliziotti che ogni giorno pattuglia le piste di Tarvisio, una volta giunti sul luogo della valanga, è stato effettuato un controllo visivo per assicurarsi che nessuno fosse stato travolto dalla neve, controllo che poi si è fatto più accurato con l’impiego dell’Arva (apparecchio realizzato proprio per la ricerca dei dispersi sotto le slavine) e delle sonde.
Il fronte della valanga è stato controllato palmo a palmo dai soccorritori e le operazioni di bonifica sono durate fino alle 16.30. A dare la certezza che nessuno fosse stato travolto dalla slavina, il passaggio del gatto delle nevi, che si è occupato dello spostamento della neve dalla pista. Come detto, nessuna persona è rimasta coinvolta, però i danni alle reti di protezione e ai pali del tracciato sarebbero ingenti.
La “A” è una pista che parte dalla sommità del monte Florianca e arriva fino ai campi Duca d’Aosta. A raccontare come si sono svolte le operazioni di bonifica della valanga è il responsabile della stazione di Cave del Predil del Soccorso alpino, Renato Palmieri: «Il distacco della valanga è avvenuto a quota 1050, dal versante che sovrasta la pista A, subito a ridosso del bosco. Il fronte di neve era largo circa 100 metri, con un’altezza media di un metro, un metro e mezzo. Giunti sul posto – ha spiegato – è stata immediatamente avviata la ricerca degli eventuali dispersi con l’ausilio delle unità cinofile e dopo l’utilizzo degli apparecchi Arva e Recco, abbiamo provveduto al sondaggio sistematico della valanga spalla a spalla».
Sulle cause all’origine della slavina, Palmieri non ha dubbi: «La valanga è stata provocata da cause naturali, ed in particolare dalla pioggia caduta in mattinata sommata alle alte temperature, fattori ad alto rischio dopo le abbondanti precipitazioni nevose dei giorni scorsi». Come reso noto dal servizio valanghe regionale, il rischio slavine resta forte (grado 3 su una scala di 5) anche oggi, per diventare marcato (4) nella giornata di domani.
Alessandro Cesare
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