Sì alla tutela del San Lorenzo: minori escavazioni della Zillo

Maniago, via libera dell’esecutivo al piano di salvaguardia del rilievo iniziato dalla precedente giunta Cesa: il timore è che ci siano nuove autorizzazioni. I cittadini dovrebbero decidere con un referendum

MANIAGO. Un atto per la salvaguardia del monte San Lorenzo, messo a dura prova in questi anni dalle escavazioni della Zillo: l’esecutivo Carli ha dato il via libera al piano denominato “Variante in diminuzione del progetto di coltivazione e ricomposizione ambientale della cava di calcare per cemento Claupa nei comuni di Maniago e Frisanco”.

Un documento che di fatto chiude un iter amministrativo avviato dalla giunta precedente e che si inserisce nel solco delle iniziative per la tutela del rilievo maniaghese, per cui i comitati ambientalisti lottano da anni. Il progetto di variante in riduzione nasce, infatti, da un atto d’intesa tra il Comune di Maniago e la Zillo di Fanna, stipulato dopo che le richieste di escavazione presenti nel piano originario elaborato dal cementificio erano state giudicate «eccessivamente impattanti». Questa modifica del piano originario, presentato dalla Zillo nel 2008, comporterà una minore escavazione della cima del monte San Lorenzo di 10 metri, e cioè sino a 702 metri di quota, un minore quantitativo di materiale da scavare di circa un milione 270 mila metri cubi nel comune di Maniago e di circa 500 mila nel municipio di Frisanco e un minore tempo di escavazione e ripristino dei luoghi della durata di circa quattro anni. Il progetto del 2008, infatti, prevedeva una durata dei lavori tra i 18 e i 20 anni, sulla scorta di un’escavazione annua di 350 mila metri cubi di calcare: nella relazione elaborata lo scorso settembre, però, l’arco temporale è stato ridotto e, con lo stesso trend di escavazione, è stato valutato che saranno sufficienti 15 anni. In merito alla procedura di competenza regionale, il nuovo progetto ha già esperito la verifica di assoggettabilità ambientale a Via (valutazione impatto ambientale). All’interno di questo procedimento, il Comune di Maniago non ha espresso alcuna osservazione, non rilevando elementi ostativi. Inoltre, lo scorso febbraio, il servizio tutela dei beni paesaggistici regionale ha trasmesso al Municipio della città del coltello il decreto di autorizzazione paesaggistica-ambientale per i lavori previsti dalla variante in diminuzione, dove si prende atto che «le opere sono conformi alle norme di tutela, attinenti agli aspetti paesaggistici». «Si tratta di un atto importante, che avalla e conclude un percorso iniziato dai nostri predecessori – ha commentato l'assessore all’ambiente Cesare Monea –. Il timore di ambientalisti e cittadini è che negli anni a venire si possano concedere nuove autorizzazioni alle escavazioni: a questo proposito vorrei sottolineare come sarebbe necessario dare voce alla popolazione e indire un referendum su questa delicata questione affinché la cittadinanza possa avere un ruolo da protagonista in tale decisione».

Giulia Sacchi

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