Sfogo del direttore del pronto soccorso: «L’assessore ha umiliato i medici»

Palmanova 15 Giugno 2019. Protesta per l'ospedale. © Foto Petrussi
Palmanova 15 Giugno 2019. Protesta per l'ospedale. © Foto Petrussi



Non ha usato giri di parole il direttore del pronto soccorso e della medicina d’urgenza di Palmanova, Luciano Strizzolo, presente alla manifestazione da cittadino, ma in grado, vista la sua posizione, di portare anche il punto di vista degli operatori del nosocomio. Ha parlato di professionisti «demoralizzati» nel vedere non considerato il proprio apporto tecnico. «L’ospedale di Palmanova – ha affermato – è oggi una delle realtà regionali che funzionano» anche se, come altri in Italia, soffre per la carenza di medici. «C’è una difficoltà a livello nazionale a reperire medici in diversi ambiti, tra cui ginecologi, pediatri e anestesisti».

Ma ci sono anche dei turni di servizio sottoutilizzati, ha ricordato citando l’ambulatorio ginecologico e pediatrico di Latisana in orario notturno. «Davanti a queste difficoltà, i professionisti hanno pensato a come economizzare, togliendo quei servizi erogati di notte, ma solo formalmente. Questo comporta un recupero di risorse non indifferente: l’equivalente di tre ginecologi, tre pediatri, tre ostetriche».

Strizzolo riferisce che l’azienda ha, in una prima fase, condiviso quest’impostazione proponendola all’assessorato alla sanità, che ha però inteso affrontare la questione con altro approccio. I professionisti hanno preparato un loro documento analitico sull’attività attuale a Palmanova e a Latisana, evidenziando l’alto livello di sicurezza dell’attività ostetrico ginecologica di Palmanova: bassa percentuale di cesarei, basso tasso di complicazioni post parto, presenza di un’area di emergenza, vicinanza all’hub di Udine per i casi difficili. «L’intento dei professionisti – prosegue Strizzolo – era quello di esporre all’assessore la situazione, con i suoi numeri, dando un proprio contributo. Ho raccolto da loro, alla fine della riunione alla quale non ho preso parte, un vissuto di mortificazione: l’assessore aveva dichiarato di aver bisogno di loro per ascoltare suggerimenti tecnici e, dopo brevi battute, si è spazientito e ha liquidato tutto questo come un ambito non coerente con quello che la politica avrebbe considerato. I professionisti si sono sentiti sviliti nella possibilità di dare un contributo e anche umiliati per i toni subiti».

I medici hanno ribadito la loro posizione in un documento che verrà fatto pervenire a tutti i livelli istituzionali della Regione. Strizzolo denuncia infine quella che a suo avviso è una strategia emergente: «Abbiamo nella sanità un patrimonio regionale, basato su una rete pubblica, che non viene adeguatamente considerato. L’obiettivo è arrivare a una sanità articolata su soli tre ospedali, a discapito delle realtà che funzionano». —

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