Lavoro irregolare, due ditte agricole sospese e cinque sanzionate in provincia di Pordenone
Sono state elevate multe per oltre 50mila euro in seguito ai controlli dei Carabinieri del Nucleo ispettorato del Lavoro e del Comando provinciale

Aziende agricole e rispetto delle norme di lavoro e di sicurezza: i controlli effettuati dai carabinieri del Nil di Pordenone, il Nucelo ispettorato del lavoro, hanno portato in questi giorni alla sospensione dell’attività di due imprese nei comuni di Valvasone Arzene e San Martino al Tagliamento, dove si è scoperto essere impiegati tre operatori “in nero”, e a oltre 50 mila euro di sanzioni per svariate violazioni contestate a un totale di sette attività ispezionate.
Con il supporto dei carabinieri del Comando provinciale di Pordenone, i controlli dei militari del Nil si sono estesi anche ad aziende operanti nei territori di Sesto al Reghena, Fiume Veneto e San Giorgio della Richinvelda. In questo ambito, a cinque imprese agricole sono state contestate numerose violazioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, tra cui mancata formazione, omessa sorveglianza sanitaria del personale dipendente, mancata nomina da parte del datore di lavoro del responsabile del servizio di prevenzione e protezione (Rspp), figura obbligatoria prevista per tutte le aziende con addetti.
Inoltre, tra le violazioni-irregolarità contestate ai titolari delle attività agricole ispezionate, il fatto di non aver provveduto ad adottare le misure idonee in materia di antincendio, primo soccorso, evacuazione dai luoghi di lavoro. Ciò rappresenta soltanto una parte degli adempimenti obbligatori per legge, le cui finalità sono prevenire e/o saper gestire rischi e infortuni in ambienti di lavoro.
Tra sanzioni amministrative e ammende, le contestazioni elevate dai militari dell’Arma superano la cifra di 50 mila euro.
Le attività di controllo da parte dei militari del Nil - Nucleo che cade sotto il Comando carabinieri per la tutela del lavoro, gruppo di Venezia - proseguiranno in tutta la provincia pordenonese e continueranno a riguardare aziende e colture agricole. —
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