«Serve una legge speciale»
PALMANOVA. «E ora una legge speciale per Palmanova»: l’appello è lanciato dal capogruppo di minoranza di Insieme per migliorare, Antonio Di Piazza, che già in passato aveva indicato questa strada per la salvaguardia della città. «Il caso di Porta Udine, così come il crollo del muro del rivellino dello scorso febbraio – dice- evidenziano la gravità della situazione. Palmanova ha un patrimonio troppo grande perché possa essere salvaguardato dal Comune con le sue sole forze».
Il consigliere evidenzia che l’ente locale non ha i soldi sufficienti né per gli interventi urgenti, né per la successiva manutenzione. Ed esemplifica: «I beni, anche quelli restaurati dalla Soprintendenza pochi anni fa, nell’area di competenza del Museo militare, avrebbero già bisogno di manutenzione. Ma può quest’impresa essere affrontata da una comunità di 5.400 anime, peraltro già gravata da troppe gabelle? Il sindaco vorrebbe farsi consegnare in gestione il Museo militare e chiede la proprietà di quell’area, ma come farà poi a trovare i fondi per mantenere tutto questo patrimonio?».
Per Di Piazza, la strada da intraprendere è chiara: una legge speciale dello Stato che si prenda a cuore la Fortezza. E dalla minoranza (dal capogruppo di Forza Italia, Luca Marzucchi) giungono anche le critiche. Marzucchi si dice ben contento che sul caso di Palmanova spendano parole persone del calibro di Vittorio Sgarbi, ma rimarca anche che la tutela della città stellata passa pure dall’uso di strumenti e risorse che il Comune ha a disposizione.
«Questo Comune invece – dice Marzucchi – non lo fa. Non ha investito i fondi a disposizione per Porta Aquileia quando era possibile e ha preferito spalmarli su una moltitudine di piccoli interventi-tampone. Ha uno strumento urbanistico che tutela la perfetta forma rinascimentale e lo vuole stravolgere con la variante 61. Anche la nuova viabilità è un esempio di disarmonia in un contesto che era armonico. Se il Comune per primo non usa gli strumenti che ha a disposizione, gli appelli del sindaco cadono nel vuoto».
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