Sequestrati beni culturali per oltre un milione di euro

il bilancio 2018 del nucleo specializzato dei carabinieri 



Oltre un milione di euro di beni sequestrati, 32 arresti, 19 perquisizioni locali, 424 reperti sequestrati, di cui la maggior parte archeologici, tre persone pizzicate mentre si dedicavano allo scavo clandestino a Bagnaria Arsa e un mercato online da tenere sempre più sotto controllo. Sono alcuni dati dell’attività svolta nel 2018 dal Nucleo carabinieri tutela patrimonio culturale di Udine e presentata ieri alla sede di viale XXIII Marzo dal comandante Lorenzo Pella.

Ricettazione, scavo clandestino, impossessamento illecito di beni appartenenti allo Stato e falsificazione sono i tipici reati commessi in questo settore che impegna da due anni la sezione dedicata dell’Arma, che opera e ha competenza non solo a livello regionale, ma anche per il Trentino-Alto Adige. Sul fronte della prevenzione sono stati portati a termine 14 sopralluoghi per l’accertamento dello stato di sicurezza di musei, biblioteche ed archivi, 36 controlli ad aree archeologiche marine e terrestri – siti Unesco in particolare – 48 verifiche in aree con vincoli paesaggistici e monumentali, 243 controlli a esercizi antiquariali e commerciali effettuati anche online e 31 a mercati e fiere antiquariali.

Mentre per quanto riguarda l’azione repressiva, a seguito delle indagini coordinate dalle sette Procure di Trieste, Udine, Gorizia, Pordenone, Bolzano, Trento e Rovereto, sono state arrestate più di trenta persone e sequestrati 424 reperti di cui 398 archeologici, 25 beni antiquariali, archivistici e librari e uno paleontologico, mentre i falsi sequestrati sono stati 24, quasi tutti di arte contemporanea (Caffè, Aubertin, Oriani, Mathieu e Lilloni). Sono stati recuperati dipinti, uno dei quali falso, per il valore dai 50 ai 100mila euro, statuette Maya da un imprenditore fallito e finite all’asta e reperti risalenti all’età romana, ma anche opere d’arte contemporanea, manufatti rubati e dipinti falsi tra Codroipo, Varmo, Gorizia, Udine, Pordenone, Forgaria, Rovereto (Tn), Trieste è in Baviera.

«È stato un anno o proficuo, con un valore di materiale sequestrato che supera il milione e potrebbe aumentare – ha illustrato il maggiore Pella –: stiamo attendendo il responso su un fossile, ancora oggetto di indagine e valutazione tecnica, rinvenuto in Trentino che, se autentico, ha un valore importante». Molta attenzione richiede il mercato online: «Sempre più spesso le persone si rivolgono al commercio in rete per vendere oggetti falsi – osserva – e sulle opere d’arte moderna si rischia di cadere in trappola». Strumento utilissimo per il contrasto di questi crimini si conferma la Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, gestita dal Comando carabinieri, mentre i materiali sequestrati, appena termina il procedimento penale, nel caso in cui si tratti di pezzi originali vengono restituiti ai proprietari, se esistono, se invece di materiale archeologico vengono consegnati a poli museali e università. «Per i falsi è stata attivata una collaborazione con l’ateneo Roma Tre – chiarisce Pella – specializzata nello studio dei falsi e che collabora come organo di supporto alla valutazione e all’accertamento» –

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