Separata, ma madrina al battesimo: scoppia la polemica su Belén

Pordenone, monsignor Quaia spiega: «Era “aggiunta”, quindi non ha obblighi». Sulla minigonna interviene l’assistente pordenonese: tutta invidia, brutta cosa

PORDENONE. “Fuoco incrociato”, sui social ma anche su alcuni siti di informazione, e mirino puntato sulla showgirl Belén Rodrìguez, che sabato mattina, 20 gennaio, è stata madrina al battesimo del figlio della sua assistente, nel duomo concattedrale San Marco di Pordenone. Motivi di cotanto acceso dibattito? La gonna corta e la posizione “familiare - giuridica” dell’attrice argentina.

Toh, che sorpresa: a Pordenone spunta Belen


Partiamo dalla prima, che ha suscitato pure la difesa della “padrona di casa” su Instagram (la foto dell’evento registra 215 mila like e oltre 600 commenti). Il look dell’artista, a onor del vero, era parso sobrio ed elegante.

Ma l’attacco parte dai social e dai siti di informazione: «Per entrare in chiesa fanno mettere scialli sulle spalle e non si può entrare con i pantaloni corti. Non è una sfilata di moda o una trasmissione televisiva», è il senso di alcuni commentatori on line.

Followers schierati pro o contro, ma a difendere l’invitata vip è stata addirittura Antonia Achille, l’assistente personale madre del bimbo che riceveva il battesimo.

«Non riesco a stare zitta. A chi critica per un look elegante e fine come sempre sa essere la mia Belén dico: l’invidia è una brutta cosa. Sono stata fortunata ad averla come capo, amica e madrina».

Ecco, ed è proprio sul ruolo di madrina che si apre un altro fronte. La showgirl è stata legata, in passato, a Marco Borriello, poi a Fabrizio Corona, e quindi ha sposato Stefano De Martino il 20 settembre 2013 a Comignago. Due anni dopo un comunitato rendeva nota la fine della relazione.

L’artista argentina oggi sarebbe legata al pilota di MotoGp Andrea Iannone, presente alla cerimonia che si è tenuta nel duomo San Marco e non nella chiesa di San Giovanni Bosco, sotto la cui giurisdizione sarebbe ricaduta, sulla base della residenza, la famiglia.

Come può – è la sostanza della seconda critica – una persona separata fungere da madrina a un battesimo? Taglia la testa al toro il celebrante, il parroco del duomo monsignor Otello Quaia. «Non era madrina, ma “aggiunta”». Padrino e madrina sono solo due, ma spesso se ne inseriscono altri, anche se non in maniera ufficiale, in base alla volontà dei genitori del bimbo.

«Non ho altro da aggiungere – precisa il sacerdote – e non sapevo che c’era. Quando ho visto i cognomi pensavo fosse un’altra persona, poi quando l’ho vista di persona l’ho riconosciuta». Chi non può fare da padrino o madrina?

«Chi ha una situazione matrimoniale irregolare: divorziati, risposati, conviventi. Poi ci sono varianti, ovvero eccezioni per conviventi che, ad esempio, hanno già deciso che si sposeranno. Il confine, insomma, è labile».

E se è vero che, comunque, nel registro del battesimo della chiesa risultano quattro firme, due padrini e due madrine – Belén compresa – è altrettanto vero, come rimarca monsignor Otello Quaia, che «sono “aggiunti”, come amici. Agli atti ne risulta la presenza, ma non il padrinato».

Polemiche a parte, la presenza della showgirl argentina in città è stata oggetto di “rivendicazioni d’orgoglio” dei pordenonesi, che se ne sono accorti, però, solo guardando i social. Sia il rito del battesimo sia il pranzo in un ristorante di Polcenigo si sono tenuti rigorosamente a porte chiuse.

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