Senza presidi 73 istituti: «Conseguenze nefaste»

L’annullamento del concorso per i dirigenti provocherà disagi a settembre. Sono già stati annunciati i ricorsi di circa 40 candidati del Fvg al Tar del Lazio

Concorso dirigenti annullato dal Tar e le scuole rischiano il caos gestionale: in Friuli gli istituti senza dirigente titolare nell’annata 2018-’19 sono 73 su 171. I dirigenti “reggenti” sono pendolari tre giorni su sei tra la scuola di titolarità e quella in supplenza annuale, in 63 istituti a cui si aggiungono altri cinque in lingua slovena e altrettanti sottodimensionati. Il primo settembre 2019 potrebbero aumentare le reggenze contando pensionamenti e trasferimenti: senza i vincitori del concorso si annuncia l’emergenza gestionale.

Un’emergenza da risolvere e, intanto, sono annunciati altri ricorsi di candidati bocciati al Tar laziale: una quarantina dal Friuli.

I COMMENTI

«È una notizia con conseguenze nefaste quella dell’annullamento del concorso per dirigenti da parte del Tar – ha commentato Teresa Tassan Viol vertice regionale del potente sindacato dirigenti Anp e presidente del consiglio nazionale –. La speranza è nel ricorso annunciato dal ministero dell’Istruzione al Consiglio di Stato avverso la decisione del Tribunale amministrativo regionale. Tanti candidati friulani hanno superato le prove concorsuali con risultati positivi e frutto di un impegno serio e motivato». La delusione si allarga al sistema di selezione. «Il senso di mortificazione come cittadini – ha detto la dirigente Tassan Viol – è di fronte al fatto che nel nostro Paese le procedure concorsuali siano spesso bloccate da code giudiziarie infinite».



LA MAPPA

Le reggenze censite dal ministero dell’Istruzione in Friuli 2018-2019: 30 reggenze a Udine e due scuole sottodimensionate, cioè con iscritti al di sotto dell’asticella minima di 500. A Pordenone 18 con altre due scuole sottodimensionate. A Gorizia 12 reggenze e una scuola sottodimensionata, a Trieste tre reggenze e poi si aggiungono le scuole con lingua slovena.

Due sono a Gorizia altrettante a Trieste, una anche a Udine. «Numeri in potenziale crescita – ha calcolato Adriano Zonta segretario regionale del sindacato Flc-Cgil –. I dirigenti si ammalano in corso d’anno scolastico anche per lo stress delle reggenze: siamo arrivati in Friuli al picco di 78 reggenze in alcuni periodi dell’anno in corso». L’emergenza è per l’anno che verrà. «Il ministero non interromperà le prove del concorso per dirigenti – è questa l’ipotesi di Zonta –. Il primo settembre 2019 devono essere in organico nuovi dirigenti vincitori del concorso: prevedo una sanatoria rispetto alla sentenza Tar di annullamento delle prove. Altrimenti rischiamo il blocco dell’istruzione».

I RICORSI

«A Pordenone siamo in undici candidati ad avere ricorso contro la bocciatura – ha confermato il docente Giuseppe Loschiavo –. Ma la sentenza del Tar non è una vittoria per noi: abbiamo chiesto una ri-correzione della prova scritta, non l’annullamento di tutto il concorso».

Le fonti Miur romane fanno sapere che il ministero sta predisponendo, con l’Avvocatura dello Stato, l’appello al Consiglio di Stato per arrivare a ottenere la sospensiva della sentenza. È una sentenza “pilota” quella del Tar laziale: è considerata “un miracolo” da molti altri ricorrenti che chiedono giustizia con una squadra di avvocati schierati dal Friuli alla Sicilia: per vizi di forma e commissari giudicati incompatibili. Nei prossimi giorni sono attese decine di altre sentenze del Tar Lazio sulla gestione “discussa” del concorso. In Friuli i concorrenti iscritti nel 2018 al test pre-selettivo erano 464: sono diventati 148 e la selezione ne ha ammessi alla prova orale 74. Al concorso hanno partecipato in Italia 15 mila candidati, 9.600 hanno superato le prove preselettive. I posti sono 2.900 circa.

«Per le scuole friulane non è certo una buona notizia – ha commentato Massimo Morettuzzo capogruppo del Patto per l’autonomia in consiglio regionale –. Perché potrebbe voler dire non riuscire a dare un dirigente a oltre 70 sedi scoperte: si rischia la paralisi con pesanti conseguenze anche sugli studenti». La soluzione possibile? «Regionalizzare il nostro sistema scolastico».
 

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