Sempre più violenza sui minori: il 5,7% dei giovani chiede aiuto



Un lavoro incessante, quotidiano, di verifica e di confronto, per portare a galla un sommerso fatto di violenza e disagio. Qualcosa come 57 interventi alla settimana fra incontri, colloqui e prese in carico. Non pochi casi isolati, ma percentuali importanti che incidono pesantemente sulle comunità locali. E ciò che impressiona è l’escalation di nuovi casi e l’insistenza nei piccoli centri.

La relazione 2018 sull’attività dei servizi sociali dell’Ambito di Latisana lascia poco spazio all’immaginazione: 12 Comuni (Carlino, Latisana, Lignano, Marano, Muzzana, Palazzolo, Pocenia, Porpetto, Precenicco, Rivignano Teor, Ronchis e San Giorgio di Nogaro), dove su una popolazione di 7.321 minori emerge che il 5,7% è in carico ai servizi sociali per inadeguatezza da parte dei genitori a svolgere il proprio ruolo (25%), sospetto di maltrattamento e abuso, fisico, psichico e sessuale (18%) e violenza assistita (18%). Una casistica, quest’ultima, che negli ultimi due anni e in particolare nel 2018 ha subito un’impennata. Entrando nello specifico della micro casistica, nel caso delle famiglie italiane incidono situazioni di conflittualità di coppia e connesse a separazioni e divorzi mentre tra gli stranieri assume rilevanza la diagnosi di difficoltà legate al ciclo evolutivo della famiglia.

A guidare la classica dei maltrattamenti sui minori è il Comune di Palazzolo dello Stella (8% dell’intera popolazione), seguito da Pocenia (7,8%) e Marano Lagunare (7,2%), maglie nere da anni alle quali quest’anno si aggiunge Ronchis con un’incidenza dei maltrattamenti sulla popolazione minore pari al 6,9% in crescita rispetto agli ultimi due anni di 4 punti e mezzo. «In particolare – si legge nella relazione del servizio sociale di Ambito - si rileva un aumento del numero delle situazioni che rientra nell’area della tutela e del disagio, a significare una sempre più diffusa criticità nelle relazioni familiari e, in particolare, nel ruolo educativo genitoriale. È indicativo che nel corso del 2018 sono state inviate ben 350 relazione all’autorità giudiziaria».

Numeri che lasciano pochi dubbi: «Siamo di fronte a una complessità di casistica che richiede un lavoro “a sistema”, in rete costante, con ruoli definiti e condivisi – commenta nella relazione, Grazia Portale, responsabile dell’Ambito -. Lavorare a sistema, però, non deve ridursi a un mero passaggio di informazioni, ma comportare un “pensare insieme”, condividendo e integrando punti di vista, bisogni, priorità, funzioni, soluzioni degli operatori ma anche dei minori e delle loro famiglie». —

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