Se ne va un pezzo del “Modello Sacile”
SACILE. Il Centro diurno che si vuole esternalizzare costituisce uno dei tasselli del cosiddetto “Modello Sacile” portato avanti ormai da tempo dal primario Giorgio Siro Carniello già assessore comunale con Cappuzzo per le tematiche legate a sanità e sociale. Va detto che i risultati sinora non sono certo stati pari all’impegno. Il dottor Carniello però non ha ancora alzato bandiera bianca ed anche di recente ha respinto l’offerta di candidarsi a sindaco nelle elezioni comunali del 2014 proprio per restare in ospedale e cercare di portare finalmente in porto un progetto conosciuto anche in ambito regionale e nazionale.
I “nemici”, comunque, non mancano come continuano a difettare le risorse che impediscono di tradurre in realtà soluzioni innovative e lungimiranti. “Il Modello Sacile - spiega il primario – mira a garantire una risposta sostenibile e di qualità ai bisogni emergenti di una popolazione che invecchia. La peculiarità della struttura sacilese è proprio quella di raggruppare in un unico spazio fisico funzioni ospedaliere residue con un reparto di degenza (progressivamente ri-orientato verso pazienti in fase post-acuta provenienti dalla sede ospedaliera di Pordenone), una struttura intermedia (Rsa), una residenza protetta (Casa di riposo), un Centro diurno per disabili, un Centro residenziale per disabili gravi e gravissimi (residuo manicomiale), unità territoriali dei Dipartimenti di prevenzione, di salute mentale e delle tossicodipendenze, servizi distrettuali, servizi sociali dei Comuni (Ambito distrettuale), medici di medicina generale. La sede più idonea quindi – continua Carniello – per simulare e sperimentare un nuovo modello di offerta sanitaria e socio-sanitaria integrata polifunzionale prevalentemente orientato alle necessità clinico-assistenziali del paziente anziano multiproblematico ed ai bisogni socio-sanitari della popolazione che non possono trovare una risposta appropriata e sostenibile nella complessità organizzativa e tecnologica dall’ospedale per acuti».
Nelle intenzioni del primario la struttura in sostanza dovrebbe progressivamente diventare la sede pubblica in cui la comunità locale si organizza per la promozione della salute e del ben-essere sociale e dove trovano allocazione in uno stesso spazio funzioni ospedaliere e servizi territoriali.(m.mo.-)
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