Scuole al via ma sarà una partenza in salita. Pochi dirigenti, docenti di sostegno, bidelli

Sono 17.144 gli studenti che, oggi, entrano in classe. I sindacati: «Il personale, con il suo impegno, nasconde mille carenze»



Sono 17.144 gli studenti dell’Isontino che, stamattina, indosseranno i loro zainetti e entreranno in classe, dopo le vacanze estive: 17.144 alunni distribuiti tra scuola dell’infanzia (2.585), primaria (5.420), medie (3.718) e superiori (5.421).

Ma sarà una partenza in salita, come evidenziano i sindacati della scuola. Gli organici continuano ad essere ridotti all’osso, ci sono tante (troppe) reggenze fra i presidi, occorrerebbe implementare le schiere degli insegnanti di sostegno e dei collaboratori scolastici (i bidelli) che continuano ad essere erroneamente considerati l’ultima ruota del carro ma hanno una funzione molto importante di supporto.

L’analisi di Ugo Previti, segretario regionale della Uil-scuola, è al solito molto realista. Non fa troppi giri di parole. «Che scuola ritroviamo oggi? Un’istituzione in cui ci sono sempre meno docenti di materie tecniche, matematica, meccanica. Un’istituzione in cui servirebbero più insegnanti di sostegno: pur apprezzando il lavoro dell’Ufficio scolastico regionale, noi abbiamo una percentuale di ragazzini diversamente abili più alta di altre province e bisognerebbe poter disporre di un maggior numero di queste figure specializzate. La scuola, poi, è un’istituzione in cui non ci sono abbastanza bidelli. E sbaglia chi pensa sia una carenza da poco perché i collaboratori scolastici sono anche coloro che permettono di contrastare il bullismo».

Secondo il sindacalista, «è soltanto grazie all’attaccamento e all’impegno del personale se la scuola funziona». Riguardo all’edilizia scolastica, «la situazione - rimarca la Uil-scuola - non è male, anche se, con il passaggio di competenze dalla defunta Provincia all’Uti, il meccanismo è diventato più farraginoso. Mi risulta che lavori verranno effettuati nelle prossime settimane quando sarebbe stato più logico sfruttare i mesi in cui le scuole erano chiuse.... Prima che avvenisse il passaggio di consegne fra Provincia e Uti, le cose andavano meglio perché i dirigenti sapevano perfettamente a che porta bussare e con chi parlare nel caso di qualsivoglia problematica relativa all’edilizia scolastica. Oggi, è tutto un po’ più confuso».

Previti vuole dedicare un pensiero anche ai 15 presidi “reggenti”. «Voglio dire grazie a questi dirigenti scolastici che si sobbarcano la gestione di più scuole. Non sono sfide facili: le responsabilità aumentano e bisogna tenere gli occhi aperti in più scuole».

Donato Lamorte, segretario regionale della Cisl-scuola, era intervenuto qualche tempo fa puntando il dito sulle troppe reggenze e sulla carenza di insegnanti di sostegno. Ma aveva anche ricordato che «a mancare all’appello non sono soltanto i dirigenti scolastici, ma anche 74 responsabili dei servizi amministrativi in tutta la regione. Ne sono senza 8 scuole dell’Isontino, 30 in provincia di Udine, 20 a Pordenone e 16 nell’area triestina». —



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