Scuola, fiaccolata e striscioni alla prima del teatro

Centinaia di insegnanti e collaboratori scolastici, ieri sera, hanno protestato davanti al teatro contro la riforma Gelmini. Un lungo serpentone di fiaccole e striscioni si è rivolto al pubblico della prima per denunciare i tagli alla scuola. Al fianco dei manifestanti il sindaco, Furio Honsell, e il direttore artistico, Michele Mirabella. In via Trento la protesta è scattata alle 19.45. A quell’ora mentre Murray Perahia, uno dei massimi pianisti della scena mondiale, si preparava ad aprire la stagione del Giovanni da Udine, circa 200 persone si sono radunate davanti al teatro, il simbolo della cultura cittadina, per dire «no» alla riforma Gelmini. L’hanno fatto senza slogan, illustrando gli effetti dei tagli previsti del decreto legge e le contraddizioni del tanto discusso maxiemendamento. A partire dalla possibile chiusura di una ventina di scuole in provincia e dalla perdita di 500 posti per insegnanti stimata per il prossimo anno scolastico. Senza contare la riduzione delle risorse e la trasformazione degli istituti in fondazioni che il Coordinamento in difesa della scuola pubblica legge come l’avvento della privatizzazione del sistema scolastico nazionale. Al loro fianco il sindaco Honsell. L’ex rettore dell’università friulana, infatti, non ha esitato a esprimersi contro il maestro unico e a ribadire che «è un diritto costituzionale avere un sistema educativo pubblico di qualità». E ancora: «Dobbiamo fare di tutto per non mettere in discussione il sistema formativo d’eccellenza di questa regione perché se si indebolisce l’educazione si indebolisce la società». Honsell si è soffermato pure sull’importanza degli insegnanti di sostegno e dei mediatori culturali, figure, queste, che secondo i manifestanti vengono penalizzate dalla riforma Gelmini. «Vi sono vicino – ha concluso il primo cittadino – pronto a mettere in atto azioni per impedire che questo passaggio avvenga». Dopo Honsell anche Mirabella si è schierato con gli insegnanti radunati davanti al Giovanni da Udine trovando «assolutamente naturale» la loro presenza in quel luogo. «La scuola non può che essere festeggiata anche in maniera ribelle, grazie per queste luminarie, non si può affossare l’istruzione pubblica. Ho il piacere di dirvi benvenuti e grazie». All’ingresso del teatro con la fiaccola in mano hanno preso posto pure l’assessore comunale all’Istruzione, Kristian Franzil, e i consiglieri Gregorio Torretta (Pd) e Federico Pirone (Arcobaleno). Loro, come molti altri, si sono detti preoccupati per il futuro della scuola che potrà contare su meno docenti e su classi sempre più numerose, composte da 30 studenti, che non sempre trovano aule a norma per ospitarle. Una scuola che già nell’anno in corso fa i conti con la mancanza di insegnanti di sostegno e insegnanti per coprire le supplenze. «È in corso il tentativo di costruire una scuola autoritaria per arrivare a una società autoritaria» ha aggiunto Franca Gallo, della segreteria provinciale della Cgil, nel ricordare che il Coordinamento, lo stesso che ha organizzato la fiaccolata, si batte per evitare «che le scuole statali vengano smantellate». Da qui la certezza: «La nostra mobilitazione continuerà».

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