Scatti di anzianità e precariato Il docente incassa tutti gli anni

Un professore goriziano vince il ricorso sulla ricostruzione della carriera L’avvocato Genovese: «Così siamo riusciti a ribaltare la giurisprudenza»



Un successo che apre le porte della speranza a tanti ex precari della scuola. È quello ottenuto da un docente goriziano di scuola superiore che ha presentato, e vinto, un ricorso al giudice del lavoro per il riconoscimento, ai fini della ricostruzione della carriera, di tutti gli anni prestati come servizio pre-ruolo.

Assistito dalla Flc-Cgil attraverso l’avvocato Luigi Genovese, l’insegnante si è visto riconoscere dal giudice Barbara Gallo tutti gli anni da precario e dunque l’anzianità di servizio e non solo una parte di questa, come invece previsto dalla Ragioneria dello Stato. Nei suoi calcoli, la Ragioneria dello Stato, infatti, riconosce per intero solo i primi 4 anni di precariato, calcolando i restanti solo per i due terzi. «Ciò - evidenzia in una nota la segreteria Flc Cgil di Gorizia - comporta che l’inquadramento della posizione stipendiale, se un lavoratore supera i 4 anni di pre-ruolo (cosa molto diffusa nel settore scolastico), subisce una penalizzazione economica, dovuta al calcolo parziale degli stessi , a volte anche molto alta (10/15 mila euro)».

«C’era una giurisprudenza che normalmente accoglieva questi ricorsi, poi a ottobre è stato messo tutto in discussione dalla Corte di Giustizia europea», nota l’avvocato Genovese aggiungendo quindi: «In Italia la maggior parte dei giudici dice no a questi ricorsi, a Gorizia, invece, è stato fatto un atto di coraggio che ristabilisce l’indipendenza del giudice. Siamo riusciti a ribaltare la giurisprudenza».

Secondo i calcoli di Adriano Zonta, segretario Flc Cgil per Gorizia, potrebbero essere tra i 150 e i 200 gli insegnanti stabilizzati interessati a questa sentenza. «Ogni mese ci sono insegnanti che perdono centinaia di euro, è stato riconosciuto il danno fatto al momento della ricostruzione della carriera: il problema è di principio», ricorda. «Siamo ben contenti del risultato ottenuto dall’avvocato Genovese a favore del personale precario della scuola, personale che risulta indispensabile per l’erogazione del servizio scolastico, ma che stenta a vedersi riconosciuti i diritti al pari dei colleghi di ruolo».

«Se due persone fanno lo stesso lavoro, devono essere pagate allo stesso modo - ribadisce Zonta -. È stata sanata un’ingiustizia. Se una persona ha lavorato, gli deve essere riconosciuto il 100% di quello che ha fatto. Sono tantissime le persone in questa situazione. C’è gente con anche 20 anni di precariato alle spalle che rischia di perdere 16 anni di carriera. È un problema reale e molti non ci pensano nemmeno più perché hanno tentato una conciliazione con lo Stato che è andata male perché lo Stato non concilia. Sono importanti le motivazioni di questa sentenza e noi, insieme all’avvocato Luigi Genovese, siamo a disposizione di tutte quelle le persone che vogliono tentare questa strada. Non sarà però un percorso breve». —



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