Scarica 4mila file senza permesso, Danieli licenzia un suo sviluppatore di software: il tribunale lo condanna a 3 mesi

Un 26enne originario della Romania è finito a processo con l’accusa di accesso abusivo a un sistema informatico o telematico

Alessandro Cesare
Il tribunale di Udine ha condannato il dipendente di Danieli
Il tribunale di Udine ha condannato il dipendente di Danieli

Ha avuto accesso a oltre 4mila file custoditi nel server di Danieli Automation spa senza un’autorizzazione specifica, scaricando il materiale su dispositivi esterni non aziendali. Per questo un 26enne originario della Romania, Lucian Marius Gavris, è finito a processo con l’accusa di accesso abusivo a un sistema informatico o telematico.

Lunedì 9 febbraio il giudice del tribunale di Udine, Roberto Pecile, l’ha condannato a 3 mesi di reclusione, concedendo la sospensione condizionale della pena, e riconoscendo le attenuanti generiche. Il 26enne dovrà pagare le spese processuali e risarcire il danno causato alla società appartenente al gruppo che fa riferimento al colosso dell’acciaio di Buttrio (la cui quantificazione andrà definita davanti a un giudice civile).

A rappresentare Danieli nel processo, costituendosi parte civile, è stato l’avvocato Maurizio Miculan: «Danieli esprime soddisfazione per il risultato raggiunto – ha affermato il legale –. L’azione radicata avanti al tribunale di Udine rientra nelle attività di protezione del proprio know-how aziendale e di repressione delle condotte poste in essere da dipendenti infedeli o concorrenti sleali che abbiano a minare l’integrità dello stesso».

Di diverso avviso il legale dell’imputato, Sara Bearzi, che riservandosi di presentare appello dopo aver letto le motivazioni della sentenza, in aula ha detto: «Il mio assistito ha agito per una prassi in uso in quel momento in azienda, scaricando quel materiale da utilizzare durante le trasferte all’estero, e in Turchia in particolare. Non c’è stata malafede, tanto che il download dei file è avvenuto nella sede Danieli in orario di lavoro».

Parole contestate da Miculan, che ha citato Mozart e la sua opera “Così fan tutte” (parafrasandola in “Così fan tutti”) per commentare le dichiarazioni rilasciate in aula da Gavris: «La sua giustificazione è caduta quando non ha fatto i nomi. La verità è che ha la piena consapevolezza della sua condotta illecita, in quanto ha ammesso di essere a conoscenza della policy interna dell’azienda».

Come ricostruito dalla Procura di Trieste, competente per reati di tipo informatico, tra il marzo e il maggio 2022, Gavris «si introduceva abusivamente, rimanendovi collegato, in violazione delle disposizioni autorizzative di cui disponeva, nel sistema informatico/telematico, protetto da misure di sicurezza, del server della Danieli Automation spa, accedendo a oltre 4mila file riservati, di natura aziendale». Informazioni copiate su chiavette usb e su un hard disk. Un’azione che, come emerso durante la fase dibattimentale, ha coinciso con la comunicazione dell’imputato di non voler più dare la propria disponibilità alle trasferte all’estero. Un punto, questo, utilizzato dall’accusa per rimarcare ulteriormente la non necessità di scaricare i file aziendali (che sarebbero serviti, appunto, per assistenza ai clienti all’estero).

Per la vicenda la Danieli ha avviato una verifica interna culminata con il licenziamento di Gavris, in azienda dal 2019 con mansioni di sviluppo di software di automazione per la messa in servizio degli impianti di produzione di metalli realizzati da Danieli Automation e da questa installati dai suoi clienti

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto