Sauvignon, fuori dall’inchiesta moglie e colleghe di Persello

Udine, il pm ne ha escluso il coinvolgimento: i produttori non trattavano con loro. Il 17 ottobre l’udienza dal gup per il maxi-patteggiamento di altri 31 indagati
Premariacco 12 settembre 2015.Sauvignon connection controlli del NAS dei Carabinieri all'interno di una ditta in via Bombelli..Copyright Foto Petrussi / Ferraro Simone
Premariacco 12 settembre 2015.Sauvignon connection controlli del NAS dei Carabinieri all'interno di una ditta in via Bombelli..Copyright Foto Petrussi / Ferraro Simone

UDINE. Di loro e del presunto coinvolgimento nell’attività di sofisticazione del vino praticata fino all’estate 2015 dal consulente bioclimatico Ramon Persello, nessun produttore ha mai parlato nel corso delle indagini condotte dai carabinieri del Nas e dal personale dell’Ufficio antifrode di Udine nell’ambito dell’inchiesta della Procura friulana sul Sauvignon dopato.

Nè alcun elemento di segno contrario è sopraggiunto a corroborare il sospetto di una loro partecipazione alle pratiche di esaltazione degli aromi di quello e di altri tra i più blasonati vini dei Colli Orientali e del Collio.

Ecco perchè, a due anni dall’iscrizione sul registro degli indagati, il gip ha disposto l’archiviazione delle posizioni di Lisa Coletto, 43 anni, moglie di Persello, con cui all’epoca abitava ad Attimis (la coppia si è trasferita da qualche tempo fuori regione), di Francesca Gobessi, 67, di Udine, e di Emanuela Zuppello, 57, di Torreano, rispettivamente socia di maggioranza e legale rappresentante del laboratorio di analisi “Diust srl” di Corno di Rosazzo, dove Persello lavorava.

La decisione del giudice Emanuele Lazzàro accoglie la richiesta di archiviazione presentata dal pm Marco Panzeri, titolare del fascicolo, che aveva ipotizzato a loro carico i reati di frode nell’esercizio del commercio e vendita di sostanze alimentari non genuine.

Difesa dall’avvocato Luca Ponti, la Coletto era finita nei guai in quanto considerata l’assistente del coniuge - 41enne, da molti giudicato un genio della chimica applicata all’enologia - nel laboratorio allestito nella loro abitazione.

È lì che gli inquirenti avevano trovato taniche, lieviti e gli appunti di Persello con l’elenco dei nomi delle aziende agricole che riforniva. Il coinvolgimento delle colleghe, entrambe assistite dall’avvocato Orazio Francesco Esposito, invece, era sostanzialmente legato alla sua contemporanea attività professionale a Corno di Rosazzo.

Chiuso il cerchio delle archiviazioni, che in luglio aveva già visto sfilarsi dall’inchiesta cinque vignaioli e tre aziende, è sulla data del 17 ottobre, quando il gup di Udine si esprimerà sulle istanze di patteggiamento presentate dal resto degli indagati, che convergono ora l’attenzione e l’interesse di pm e difese.

Sono 30 le persone - tra produttori ed enologi - che, «concordi nel riferire di avere sempre trattato con il solo Persello», hanno preferito evitare il processo. Altrettanto ha deciso di fare lo stesso Persello, chiamato a rispondere della realizzazione e della vendita illecite del preparato - non nocivo alla salute, ma neppure previsto dal disciplinare di produzione dei vini Doc - anche dalle Procure di Chieti e Terni.

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