Sanità, in arrivo tagli a personale e posti letto

Prima bozza di riparto per il 2014: dalla Regione 15 milioni in meno a Pordenone. Da decidere, fra Ass 6, Azienda ospedali riuniti e Cro, le conseguenze a cascata
20070306 - PAVIA - CRO - SANITA': GIOVANE IN COMA; CAPO RIANIMAZIONE, POCHE SPERANZE. L'interno del San Matteo di Pavia, con due infermiere che prestano assistenza al ragazzo in coma. Il direttore del reparto di Rianimazione 1 del San Matteo, prof. Antonio Braschi ha confermato oggi che Paolo Acerbi, il giovane di 19 anni che ha perso conoscenza durante un intervento di rinoplastica sabato mattina, è in stato di coma profondo. ANSA/EMMEVI/on......
20070306 - PAVIA - CRO - SANITA': GIOVANE IN COMA; CAPO RIANIMAZIONE, POCHE SPERANZE. L'interno del San Matteo di Pavia, con due infermiere che prestano assistenza al ragazzo in coma. Il direttore del reparto di Rianimazione 1 del San Matteo, prof. Antonio Braschi ha confermato oggi che Paolo Acerbi, il giovane di 19 anni che ha perso conoscenza durante un intervento di rinoplastica sabato mattina, è in stato di coma profondo. ANSA/EMMEVI/on......

PORDENONE. Euro più euro meno la provincia di Pordenone nel 2014 riceverà, per la sanità, 15 milioni in meno. L’ipotesi di riparto è contenuta nella bozza delle linee di gestione per il prossimo anno che, pare, sia già stata presentata ai direttori generali di Ass e Azienda ospedaliera.

La forbice sulle risorse è stata determinata dalla minore disponibilità del bilancio del Fvg che stima di assegnare complessivamente 2,115 miliardi alla sanità, e ne patiranno - in misura diversa - tutte e tre le aree vaste.

Numerose le novità contenute dalle linee che tengono conto delle disposizioni nazionali in tema di spending review, decreto Balduzzi, decreto Crescitalia e a cui si sommano disposizioni specifiche per il Fvg.

I tagli. Oltre al vincolo già determinato dalle risorse, le Aziende dovranno sottostare ad un insieme di disposizioni. Iniziando dalla riduzione del 4% della spesa farmaceutica ospededaliera, di ben il -10% del costo 2012 per i dispositivi medici. Anche le prestazioni ambulatoriali avranno un “tetto”: sarà pari a 4 prestazioni per abitante (calcolando la popolazione “pesata” e non quella effettiva), escludendo quelle di laboratorio.

Il personale. Fino ad ora Ass 6 e Ospedale avevano il vincolo dell’organico al 2010. Nel 2014 il costo per il personale dipendente dovrà essere dell’1% più basso di quello del 2012, e quindi si smette di “contenere” per iniziare a ridurre. Rispetto alle prestazioni aggiuntive, il costo deve essere decurtato almeno del 50% rispetto a quello del 2012.

Manutenzioni. Una nota particolarmente dolente per Pordenone arriva dal capitolo manutenzioni edili e impiantistiche i cui costi dovranno attestarsi al massimo sull’80% rispetto a quelli sostenuti nel 2012. L’ospedale di Pordenone, con il miraggio del nuovo nosocomio, sta rinviando da anni interventi impegnativi, anche di adeguamento normativo, di diversi impianti. Ora che i tempi per il nuovo ospedale si allungano probabilmente diventerà non più dilazionabile l’assumere scelte di intervento. Ma con quali risorse?

Posti letto. L’applicazione del decreto Balduzzi costringerà già di suo alla riduzione di posti letto per acuti e alla riconversione di parte di questi in posti letto riabilitativi. Ma non basterà. Il tasso di ospedalizzazione dell’area vasta pordenonese si attesta oggi su 147 per mille; l’obiettivo è scendere a 140, con un taglio di 7 punti per mille, o dello 0,7%.

Mobilità. Da sempre Pordenone è l’area in cui maggiore è la capacità di attrazione dal Veneto, per l’oncologia e non solo; per contro è elevato anche il tasso di fuga per alcune specialità. Nelle linee si anticipa che nel 2014 verrà sviluppato un accordo con il Veneto per regolare la mobilità sanitaria tra le due regioni. Il dubbio che questo accordo possa impattare negativamente sul Cro potrebbe essere legittimo.

Fondi. Indicativamente (il dato definitivo è legato alla finanziaria regionale) l’area vasta pordenonese avrà 454,7 milioni di euro di finanziamento, circa 15 milioni in meno rispetto all’assegnazione 2013, di cui 203,3 all’Ass 6, 194,15 all’ospedale e 57,2 milioni al Cro. Nel riparto delle risorse regionali si spiega che il Dsc, il dipartimento servizi condivisi in capo all’Azienda udinese, dal prossimo anno avrà un finanziamento diretto. Vale 9 milioni di euro. Non se ne comprende la ragione; a meno che non sia finalizzato a sanare il bilancio.

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