Sanità, il Pdl sulle nomine «Lottizzazione politica»

Manager che avranno un limitato orizzonte di mandato, scelte politiche, una visione miope della sanità friulana. Il Pdl contesta duramente il valzer dei direttori approvato dalla giunta Serracchiani che, a detta della parlamentare Sandra Savino, è originato unicamente dalla necessità di nominare Paolo Bordon alla guida dell’Azienda ospedaliera di Pordenone.
E’ per questo motivo, secondo l’esponente del partito di Berlusconi, che «Luciano Zanelli, in scadenza di mandato tra un anno e mezzo, andrà all’Azienda territoriale della Bassa friulana». Un orizzonte temporale limitato anche per Nicola Delli Quadri, inviato a Trieste, «che in virtù dei raggiunti limiti d’età non potrà rimanere al suo posto per più di tre anni». Così prevarrà «un vivere alla giornata che non consente oggettivamente di affrontare le problematicità dei territori. Mi chiedo - continua la Savino - quale progettualità può portare il trasferimento da Trieste a Pordenone di Fabio Samani quando gli rimane un anno e mezzo di contratto».
Censurata quindi la scelta di nominare direttore sanitario Giorgio Simon, scelta «originata soprattutto da un imput di carattere politico», così come l’origine dell’intera rivoluzione è legata «alla nomina di Bordon all’Azienda ospedaliera di Pordenone».
Sullo sfondo «la cancellazione della riforma Tondo che prevedeva per il 2014 un risparmio, nelle stime più pessimistiche formulate dalla Cgil, di un milione e mezzo di euro. A questo punto la Serracchiani ci spieghi perché oggi, dopo aver sepolto il cambiamento avviato da chi l’ha preceduta, ci troviamo con un sistema sanitario dotato di meno risorse e di fatto nei territori senza una prospettiva programmatica per il futuro».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








