Sanità Fvg, dimezzati distretti e dipartimenti

UDINE. Da uno ogni 50 mila abitanti a uno ogni 100 mila. Da tre per Azienda sanitaria, che significa 18, a nove. La “rivoluzione” della Sanità disegnata dal governatore Renzo Tondo e dal direttore centrale Gianni Cortiula, non passa solo da sei Aziende sanitarie a una unica regionale, ma taglia anche distretti e dipartimenti. I motivi della riforma sono riassunti in 23 pagine di relazione tecnica, pagine che il presidente Fvg ha consegnato ai consiglieri regionali del Pdl chiedendo loro di studiarle e di ritrovarsi, forse già martedì, con suggerimenti e motivazione dei ritocchi.
I motivi della riforma
Il disegno di legge parte da tre considerazioni principali. La prima. Ci sono troppi attori istituzionali mentre le diminesioni delle Aziende sono troppo piccole, un mix negativo che frena le economie di scala in un momento di crescente richiesta e di diminuzione di risorse. La seconda. I livelli di assistenza e di offerta dei servizi sono troppo diversi tra Aziende sanitarie. La terza. L’eccesso di servizi ospedalieri a svantaggio dell’assistenza sul territorio, meccanismo che mina la sostenibilità economica del sistema. La riforma punta quindi a uniformare i servizi, a renderli compatibili con le risorse e a semplificare il sistema in vigore.
I compiti dell’Azienda unica
Si chiama Aruss, acronimo di Azienda regionale unica per i servizi sanitari e sarà guidata da un direttore generale che, nelle intenzioni ma il ddl è in ritardo, dovrebbe cominciare a lavorare dal 1° luglio. Tra le azioni che l’Aruss dovrà portare avanti ci sono la promozione e la tutela della salute, l’erogazione diretta dei servizi territoriali e di prevenzione, la programmazione sanitaria, il controllo e la valutazione dei servizi di ospedali e privati accreditati e, questo è uno snodo, la committenza, cioè dall’Azienda unica partirà la domanda di salute, funzione che oggi è determinata insieme da ospedali e dalle Aziende sanitarie (Ass) del territorio, perché le strutture sono legate. Con la riforma ospedali e Ass vengono separati.
Tre ospedali guidano i piccoli
Nel separare Ass e ospedali la bozza prevede di racchiudere gli ospedali piccoli nei tre più grandi, cioè Udine, Pordenone e Trieste. Così il “Santa Maria della Misericordia” di Udine guiderà l’istituto di riabilitazione Gervasutta di Udine e Cividale, i presidi di San Daniele, Tolmezzo, Gemona, Palmanova e Latisana. Il “Santa Maria degli Angeli” di Pordenone, invece, coordinerà i centri di cura di Sacile, San Vito al Tagliamento, Spilimbergo e Maniago. Negli “Ospedali riuniti” di Trieste, infine, sarà il riferimento del “Maggiore” e di “Cattinara”, ma soprattutto degli ospedali di Gorizia e Monfalcone.
Le opzioni
Alcuni pidiellini ritengono che slegare Ass e ospedali non sia una soluzione efficace, mentre altri puntano non sulla Aruss, ma sul passaggio da sei a tre Ass nelle quali ospedali e territorio restino uniti. Tondo ai “suoi” non ha escluso miglioramenti alla riforma, ma va convinto.
Le aree vaste
Nel ddl la dimensione dell’Azienda unica coincide con l’intero Fvg. Per questo viene individuato un ambito organizzativo intermedio tra la direzione strategica e i distretti, chiamato area vasta, che sono tre e corrispondono a Udine, Pordenone e Trieste con Gorizia e Monfalcone. Questa organizzazione è necessaria per organizzare i tre dipartimenti di Prevenzione, Salute mentale e Dipendenze, oggi presenti in ciascuna delle sei Ass. Con la riforma i dipartimenti saranno unici per tutta l’Azienda regionale ma articolati nelle tre aree vaste. I distretti, invece, non saranno uno ogni 50 mila abitanti, come oggi, ma uno ogni 100 mila e quindi dimezzati, salvo una deroga per le zone montane. I dipartimenti e i distretti avranno autonomia tecnica, gestionale, organizzativa, contabile e avranno centri di costo e di responsabilità. E sui distretti punta la riforma affinché diventino lo strumento di garanzia nella gestione dei budget a disposizione.
I tempi
Le sei Ass dovrebbe essere commissariate a luglio per essere liquidate percorso che dovrebbe concludersi nel gennaio 2014 quando dovrebbe diventare effettiva l’Aruss. Il centrodestra è in ritardo, anche se il Pdl e Tondo sono intenzioni ad approvare la riforma entro luglio.
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